martedì 10 settembre 2013

La randa giusta per la vostra barca




Avete intensione di cambiare la vostra vecchia randa e acquistarne una nuova, ma non sapete quale sia quella giusta per la vostra barca: in dacron o in carbonio, grassa o magra? 

Eccovi qualche consiglio per orientarvi meglio in questa scelta, e soprattutto per capirne qualcosa in più per quanto riguarda i vari tipi di vela che si possono realizzare e i relativi materiali.
Partiamo da un presupposto importante: anche se il mercato dell’usato spesso offre delle buone occasioni vi consigliamo di evitare l’acquisto di una randa che sia stata disegnata per una barca diversa dalla vostra
Ogni imbarcazione ha la sua randa e per tanto una vela usata va presa in considerazione solo se proveniente da una barca uguale o molto simile alla vostra. 
Come vedremo non è solo una questione di misure, è il profilo della vela che deve essere adatto alla vostra barca.

Detto questo andiamo a vedere più nello specifico quali sono i parametri da prendere in considerazione per la scelta della randa adatta alle vostre esigenze:

L’albero
Per capire che tipo di vela si può realizzare sulla vostra randa occorre analizzare le caratteristiche del vostro albero e la sua attrezzatura. Ogni randa può essere disegnata con profili più o meno grassi, ma per decidere ciò bisogna capire quali sono le potenzialità del vostro albero. Le barche da regata sono normalmente dotate di un’alberatura in grado di raggiungere grandi angoli di flessione: un albero che si piega molto è in grado di assorbire il grasso della vela permettendo una regolazione ottimale della randa in ogni condizione di vento, e al tempo stesso offrendo la possibilità di realizzare in veleria una randa molto potente. Con una randa potente la vostra barca sarà performante con vento leggero e quando l’aria aumenta potrete piegare l’albero con il paterazzo smagrendola e adattando la sua forma alla nuova condizione di vento.

La stessa cosa non accade nelle barche da crociera che normalmente sono dotate di un albero meno flessibile e di un paterazzo spesso meno potente. Nello scegliere la vela giusta bisognerà quindi tenere conto di un albero che non flette molto: non si potrà realizzare una randa molto grassa che darebbe dei problemi di assetto con vento forte. La scelta quindi, per la quale resta comunque fondamentale la valutazione del vostro velaio, dovrà cadere su una vela più magra che, se da un lato vi toglierà qualcosa con poca aria, sarà comunque in grado di rendere bene quando il vento aumenta garantendovi la possibilità di una corretta regolazione. Qui entra in gioco un altro particolare rilevante: le crocette del vostro albero. Se acquartierate la regolazione delle sartie alte diviene fondamentale. Più sono tese più l’albero si fletterà. Questo vale anche per le barche a vela da crociera se dotate di questo tipo di crocette. Cazzando le sartie alte andrete a lavorare, oltre che sulla tensione dello strallo di prua, sul grasso della randa. Nell’ottica di realizzare una randa nuova questo particolare diventa determinante per capire che profilo debba avere la vela.
Se si realizza una vela troppo grassa per la capacità di flessione del vostro albero l’inconveniente principale sarà uno: quando il vento aumenta anche portando il paterazzo a fine corsa sarà difficile smagrire del tutto la vela. La barca sarà molto orziera e al tempo steso scarroccerà più del dovuto. Sarete costretti a tenere la randa lascata o a ridurla presto per migliorare l’assetto e l’avanzamento della vostra barca.   Ne avrete si un vantaggio con vento leggero ma la vostra randa sarà performante in un range di aria piuttosto limitato. Meglio realizzare una vela più all round che risulterà facile da regolare e più gestibile. 
Certo se la vostra barca ha una stazza importante e soffre le ariette occorrerà avere una vela leggermente più grassa del dovuto, dotandola magari di un cunningham per poterla smagrire quando il vento aumenta.

Materiali
In commercio esistono svariati tipi di materiali adatti a tutte le esigenze, che possiamo dividere in due grandi famiglie: a bassa o alta tecnologia
Se il vostro obbiettivo e quello di divertirvi in crociera e di tanto in tanto cimentarvi in regata, un materiale a basso sviluppo tecnologico potrebbe essere sufficiente. Il materiale principe di questo campo è senza dubbio il dacron, che è anche quello dal prezzo meno elevato. Una vela in dacron è l’ideale per una barca da crociera, ma in base al tipo di taglio che si realizza può essere impiegata con buon successo anche su imbarcazioni che desiderano cimentarsi in regata. Ormai quasi tutte le velerie realizzano la linea performance anche per le vele in dacron, garantendo ottimi prodotti a un buon prezzo.

Se invece il vostro obbiettivo è quello di competere ai massimi livelli in regata la scelta dell’alta tecnologia è inevitabile. Qui il carbonio, il kevlar e i loro derivati la fanno da padrone e tra vele triradiali, laminate, 3DL, membrane, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Occorre però precisare che un materiale come il carbonio è in grado di offrire si performance elevate garantendo un’ alta stabilità della forma della randa, ma in un lasso di tempo non molto lungo. Una barca che regata molto può anche essere costretta a cambiare una randa a stagione con i costi che ne derivano.

In ultimo per la scelta del materiale è essenziale capire che barca avete sotto mano. Su un modello sportivo in grado di sviluppare performance elevate può avere senso investire sui materiali, sempre che siate interessati a cimentarvi con le regate. Se la vostra barca non ha un sangue corsaiolo anche una vela a bassa tecnologia ben fatta può garantirvi il giusto divertimento e, perché no, qualche soddisfazione in regata con il vicino di banchina.




Regolazione
Acquistata la vela giusta per la vostra barca arriva il momento di provarla in mare. 
Per capire il modo più corretto per regolare la vostra randa occorre imparare a conoscerla perché è impossibile un tipo di regolazione universale per ogni tipo di vela. 
Le variabili sono molteplici e dipendono dai fattori che abbiamo elencato sopra: materiale, profilo, tipo di albero e attrezzatura. Sicuramente è importante adattare la regolazione dell’albero al tipo di vela che avete realizzato. Se la vostra randa è molto potente occorrerà tesare più del necessario le sartie alte, anche nel caso in cui il vostro albero non possiede le crocette acquartierate. Se regatate molto la tensione della sartie alte può essere adattata di volta in volta alle condizioni di vento che andrete a affrontare nella singola giornata, tesandole o mollandole all’occorrenza. Se al contrario fate poche regate una regolazione media, più all round, è sufficiente ma per trovare il giusto compromesso sarà necessario fare alcune prove e magari il consiglio di un rigger professionista.

Diverso il discorso sul modo di portare la vela. Qui dipende dalle condizioni del vento e ancora una volta dal profilo della vostra randa. Una vela potente con l’aria che supera i dieci nodi in ogni caso verrà tenuta un pò più sventata per evitare lo stallo e andrà smagrita maggiormente tramite la tensione della drizza, della base e con la flessione dell’albero. Una vela magra potrà invece essere tenuta molto cazzata e sovracarrellata anche con vento più fresco, salvo poi intervenire all’occorrenza con le stesse modalità descritte prima. L’esperienza e la conoscenza della vostra randa vi porteranno a capire come settarla in ogni condizione ottenendo le migliori performance, a patto che la vela sia stata realizzata su misura per la vostra barca e le sue caratteristiche.

venerdì 6 settembre 2013

Boat Angels: donatori di barche!!!


Negli USA le barche si regalano: quando una barca è vecchia e non si riesce a vendere la si può dare in beneficenza.

A volte le barche sono troppo vecchie per essere vendute e può accadere che tenerne la proprietà sia più dannoso che disfarsene. 
In Italia, il mezzo più classico e meno legale per liberarsi di una vecchia barca, è l'affondamento in mare
Negli Stati Uniti c'è un'alternativa, dare la propria barca in beneficenza

Può sembrare strano che ci siano persone disposte a dare un bene importante come una barca in beneficenza, ma è così. Invece di lasciare la barca a mummificare nel giardino dietro casa, negli Stati Uniti si chiama la boatangel.org, un'associazione benefica che pensa a tutta l'operazione. 

Nel giro di dieci giorni da quando vengono chiamati i Boatangels, viene ritirato il mezzo e il vecchio proprietario potrà essere annoverato tra i grandi donatori da una parte e tra coloro che si sono liberati da un incomodo dall'altra.



Certo, in Italia, dove le cose con la burocrazia sono un po' più complicate, sarebbe molto più difficile
Peccato, però, sarebbe piacevole pensare che la propria vecchia barca che in questo momento di crisi non vuole nessuno, possa servire almeno per aiutare qualcuno che ne ha desiderio o bisogno.

giovedì 5 settembre 2013

Te lo cucino io il pesce!


Visto che amiamo il mare in tutte le sue espressioni, e che molti di noi ancor prima che velisti, sono pescatori, ma soprattutto buongustai, 
:-) :-),

giriamo ai nostri soci l' invito che abbiamo ricevuto dai nostri amici della libreria Il Mare:

 Cari amici del mare,
sono aperte le iscrizioni al nuovo corso di cucina dello Chef Alberto Anticoli "Te lo cucino io il pesce".
Gli incontri si terranno presso la Libreria Il Mare tutti i mercoledì dalle  18,30 alle 21,30 dall'11 settembre al 2 ottobre 2013.
Ogni lezione sarà dedicata  ad un argomento specifico ed è possibile partecipare anche ad una sola lezione.
Il corso è a numero chiuso per un massimo di otto partecipanti. Affrettatevi quindi a prenotare.
x scaricare la locandina, cliccate qui
Info: 063612155-063612091 dalle 10:30 alle 19:30 oppure scrivete a ilmare@ilmare.com.

mercoledì 4 settembre 2013

Alfa, alfa – Zulu, zulu.

Non si tratta del ritmo di una misteriosa danza africana, ma di una segnalazione del codice internazionale dei segnali
Alfa, alfa è il segnale che viene dato a una nave in avvicinamento “Nave sconosciuta, identificatevi”; mentre la segnalazione in codice Zulu, zulu sta a indicare la chiamata al semaforo da una nave mercantile che vuole farsi identificare “Ho traffico per voi”. 



Se non fosse per il libro dell’ammiraglio Salvatore Grillo, presentato  recentemente sulla nave scuola Giorgio Cini della Guardia di finanza durante lo Yacht Med Festival di Gaeta, “Alfa,  alfa – Zulu, zulu, il semaforo, per una storia delle telecomunicazioni della Marina militare”, qualsiasi profano non addetto ai lavori non avrebbe saputo nulla del mondo dei semafori e delle telecomunicazioni della Marina militare, mettendo nello stesso calderone torri saracene, fari, e semafori. 
Salvatore Grillo ripercorrendo le tappe della propria carriera descrive la storia conclusa del mondo delle stazioni semaforiche  e delle comunicazioni classiche, sostituito oramai dalle nuove tecnologie. 
“Il libro”, ha spiegato,  “è stato concepito e realizzato proprio con l’intenzione di non fare dimenticare quello che è stato il mondo, per molti aspetti fantastico, delle telecomunicazioni della Marina militare” mondo del quale l’autore ha affermato di essere “onorato di aver potuto fare attivamente parte nella sua quarantennale carriera”. 
A un primo approccio, il libro potrebbe apparire arido e di scarso interesse. In realtà, l’ammiraglio con un sapiente dosaggio di informazioni storiche e tecniche, vicende di vita quotidiana, riflessioni personali e storie di uomini, riesce a farci penetrare nella storia della telegrafia (dal greco: scrittura a distanza) che si perde nella notte dei tempi.




ALL’INIZIO DELLA SCRITTURA A DISTANZA FRA NAVI  SI USAVANO I  FUOCHI DI NOTTE EGLI SPECCHI DI GIORNO…
Fino al XVII secolo i sistemi usati erano ottici e acustici, andavano dal fuoco durante la notte, al fumo o agli specchi riflettenti di giorno. 
La velocità della trasmissione delle notizie era, quindi, molto lenta. 
Un gran balzo in avanti fu fatto nel XVII secolo con il “telegrafo ottico” ideato dal francese Claude Chappe, con il quale si potevano trasmettere ben 8500 parole. L’invenzione della corrente elettrica, della pila di Alessandro Volta  e gli studi di André Marie Ampère rivoluzionarono l’antico sistema della telegrafia. 
A Samuel Morse si deve la realizzazione del telegrafo elettrico su filo che costituì un ulteriore progresso. 
Gli studi sul comportamento delle onde elettromagnetiche portarono alla propagazione dei segnali elettromagnetici attraverso l’etere (telegrafia senza fili), fino alla geniale invenzione di Guglielmo Marconi che riuscì a inviare segnali radioelettrici a distanze notevoli rivoluzionando  totalmente la tecnica della trasmissione a distanza.



QUANTE VITE  SONO STATE SALVATE CON L’INTRODUZIONE NEL CODICE INTERNAZIONALE DEI SEGNALI DI UN CAPITOLO MEDICO?
Oggigiorno non ci rendiamo conto dell’importanza di tali segnalazioni non solo per motivi militari, commerciali, di navigazione, ma di assistenza medica
Quante vite umane sono state salvate grazie all’introduzione nel Codice internazionale dei segnali di un capitolo medico, comprensibile in tutte le lingue. 
Le tappe della carriera professionale si alternano con episodi di vita che mettono in risalto l’umanità di Salvatore Grillo. Si descrivono i primi anni di addestramento e di formazione professionale per la carriera del semaforista, la rigida disciplina, il rancio, le libere uscite, le esercitazioni, lo studio e tutto l’impegno necessario per raggiungere la meta finale. Non mancano episodi divertenti, riflessioni, ricordi, descrizioni di paesaggi incantevoli. L’autore apprezza la vita in tutte le sue manifestazioni: gli sconfinati paesaggi marini, la semplicità delle trattorie di Ischia,  la famiglia che è parte fondamentale del suo essere. Non c’è solo il militare, ma l’essere umano con i suoi affetti (tenerissime le parole che rivolge alla moglie Paola e alle figlie Angela e Valeria), il suo entusiasmo e la fede nei suoi ideali. Dalle righe traspare forte il senso del servizio, della Patria, valori quasi scomparsi fra i giovani che sembrano privi di motivazioni e di fiducia nel futuro. Questa constatazione riempie di malinconia, mostra come si è incattivito il mondo, quasi avesse perso la propria giovinezza. Salvatore Grillo, attraverso una prosa semplice e diretta, riesce a comunicare un senso di energia incredibile, l’energia di un uomo che sapeva dove arrivare e che ci è riuscito mediante l’impegno e il sacrificio. 

Se ne vuoi sapere di più clicca qui.

lunedì 2 settembre 2013

Vela, sempre più social


Nell'era della "navigazione Internet", anche la "navigazione a vela" cambia, si adegua.
E' già da tempo che a bordo si utilizzano servizi "on-line" come e soprattutto i servizi di previsioni meteomarine e molte altri tipi di applicazione, ma adesso che Internet si è evoluta, che si è fatta "social", iniziano ad apparire piattaforme Social Internet dedicate al mondo della Vela.




SAILSQUARE
Rotte user generated. Proposte sul web, condivise e trasformate in vacanze in comune. E' il portale Sailsquare, idea tutta italiana

Un'idea per chi sogna una vacanza in barca a vela ma non ha né molti soldi a disposizione né compagni di viaggio che condividano la stessa passione: ideare, in modo del tutto gratuito, la propria vacanza e scegliere le persone con cui partire. 
Come? Basta un click su internet. 

E' la vacanza "user generated", nata dall'idea di due appassionati di vela: si chiama sailsquare, ha già migliaia di utenti registrati e il numero aumenta di giorno in giorno. E' la prima piattaforma di vacanze in barca peer-to-peer che ha tradotto in chiave marittima il concetto di "user generated holiday". 
Il modello è quello del consumo collaborativo.

Due sono le opzioni: 

  1. ci si può aggregare ad un viaggio lanciato in rete da altri ed entrare cosi a far parte di un equipaggio in via di formazione. 
  2. se ne può creare uno si misura scegliendo destinazione, date, tipo di imbarcazione e budget di spesa invitando tutti a partecipare. 

Importante è la scelta dello stile del viaggio: dal weekend a sfondo enogastronomico alla settimana di puro relax, dalla vacanza tutta musica e aperitivi a quella per genitori e figli. Più di tremila sono le barche a disposizione in tutto il Mediterraneo e nei Caraibi e l'onda si sta espandendo anche negli Stati Uniti.

Come si fa a scegliere i compagni di viaggio? 
Prima della partenza  si entra  in contatto con i propri compagni grazie alle dinamiche social della piattaforma che mostrano profili, età, gusti, passioni e stili di vita di ognuno.  L'affidabilità della community è costantemente monitorata attraverso un sistema di verifiche, feedback e recensioni
Anche chi vuole organizzare un viaggio su misura senza essere uno skipper e senza avere la patente nautica può farlo affidandosi al servizio concierge di sailsquare e richiederne uno in fase di prenotazione. 
Inoltre, questo tipo di vacanza può essere orientato anche ad una full immersion nella lingua: gli equipaggi sono internazionali e molte proposte di viaggio propongono l'inglese come lingua ufficiale.  

In media, una vacanza organizzata in questo modo può arrivare a costare anche la metà rispetto alle proposte dei tour operator tradizionali: è un viaggio che somiglia a chi le dà vita. 


BLUEXP
Bluexp è una piattaforma per il mondo della nautica, il cui accesso gratuito permette a chiunque di riportare le proprie esperienze in mare, dalle uscite in barca, alle immersioni attraverso il logbook. 

Inoltre offre alle scuole nautiche e ai centri diving un sistema di gestione prenotazioni per i propri allievi, utilizzabile da tutti i sistemi desktop, laptop e smartphone.

Ma non finisce qui, chi ha esperienza o vuole iniziare potrà mettersi in contatto con gruppi sportivi/circoli velici o direttamente con gli armatori per candidarsi ed entrare a far parte dei loro equipaggi.

Gli sponsor della piattaforma offriranno eccezionali sconti e offerte per l'acquisto di materiale nautico, vacanze in barca, noleggi, corsi per patenti o brevetti
Bluexp non è ancora attivo, ma si può vederlo qui o sulla sua pagina Fb  



SAILPRO
SailPro è un'applicazione per smartphone che consente di navigare in compagnia e in sicurezza, potendo comunicare in chat con gli altri equipaggi e condividendo le proprie esperienze.
Ne abbiamo già parlato qui.