giovedì 4 febbraio 2016

Procedure VHF

Abbiamo parlato da poco dell' utilizzo del VHF
oggi vediamo nel dettaglio le 

COMUNICAZIONI DI SOCCORSO, DI URGENZA E DI SICUREZZA IN RADIOTELEFONIA



Generalita'
Il traffico radiotelefonico di emergenza si svolge sul CANALE 16 in VHF (156.8 MHz) e sulla frequenza di 2.182 kHz per radiocomunicazioni in SSB in onde medio - corte. Dobbiamo precisare che le radioonde della banda delle onde cortissime (VHF) si propagano in linea retta e quindi non raggiungono grandi distanze anche se l’antenna di irradiazione è collocata in posizione elevata; mentre le radioonde delle comunicazioni in SSB, riescono a superare gli ostacoli naturali e possono perciò propagarsi a lunghe distanze. Le comunicazioni tra stazioni di nave e stazioni costiere devono essere effettuate in VHF quando la distanza è inferiore alle 30 miglia, questo è necessario per limitare l’affollamento dei radiocollegamenti in onde medio - corte (SSB). Durante la navigazione il radiotelefono di bordo deve essere sempre acceso e sintonizzato sulla frequenza di soccorso (CANALE 16) e per facilitare la ricezione di eventuali richieste di aiuto provenienti da unità in pericolo é tassativamente vietato trasmettere nei periodi di tempo compresi fra i minuti 00 - 03 e 30 -33 di ogni ora.



Il canale 16
può essere usato anche per la chiamata e la risposta tra stazioni, in questo caso per facilitare la ricezione delle chiamate di soccorso, tutte le trasmissioni su tale frequenza devono essere ridotte al minimo e non superare il minuto. Prima di trasmettere sul canale di soccorso una stazione deve rimanere in ascolto per un periodo di tempo sufficiente per essere certa che non sia in corso nessun traffico di soccorso. Dopo aver effettuato il collegamento tra stazioni sulla frequenza 156.8 MHz si deve passare a trasmettere su altro canale mantenendo comunque l’ascolto sul CANALE 16.

Tecnica operativa
Di seguito indichiamo la procedura per lo svolgimento del traffico in r.t.f. in VHF e in SSB per i messaggi di soccorso, urgenza e sicurezza, ricordando che cambia solo la frequenza di lavoro(156.8 MHz per il VHF; 2.182 kHz per l’apparato SSB).

Chiamata e messaggio di soccorso
La chiamata di soccorso e il successivo messaggio di soccorso devono essere trasmessi sul CANALE 16 e ripetuti ad intervalli fino a quando non si riceve il ricevuto da un’altra stazione. L’una e l’altro stanno ad indicare che una unità si trova in pericolo grave e chiede immediati aiuti, hanno pertanto la precedenza assoluta su tutte le comunicazioni. La chiamata di soccorso è trasmessa solo per ordine del comandante o della persona responsabile dell’unità. 

La chiamata di soccorso comprende:

  • il segnale di soccorso MAYDAY (pronuncia: MEDE’), ripetuto tre volte
  • la parola QUI ( o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio); 
  • l’indicativo di chiamata (nominativo internazionale), o qualsiasi altro segnale di identificazione della nave (nome proprio dell’unità), pronunciato tre volte.

Esempio:

  • MAYDAY MAYDAY MAYDAY
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA 


Il messaggio di soccorso comprende:
  • il segnale di soccorso MAYDAY (pronuncia MEDE’);
  • il nominativo dell’unità in pericolo;
  • le coordinate geografiche dell’unità in pericolo;
  • la natura del pericolo ed il genere degli aiuti richiesti;
  • ogni altra informazione atta a facilitare il soccorso


Esempio:

  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’WEST
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA


In conclusione la procedura sarà la seguente:

  • MAYDAY MAYDAY MAYDAY
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’ WEST
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA


L’operatore che intercetta una chiamata di soccorso deve:
  • sospendere immediatamente le emissioni sul CANALE 16
  • continuare l’ascolto per ricevere il messaggio di soccorso, 
  • e se la propria unità si trova vicino all’unita in pericolo dare il RICEVUTO.

Il RICEVUTO si da trasmettendo nell’ordine:

  • il nominativo dell’unità in pericolo ripetuto tre volte;
  • la parola QUI (o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio);
  • il nominativo della propria imbarcazione, ripetuto tre volte;
  • la parola RICEVUTO ( oppure il gruppo RRR compitato ROMEO ROMEO ROMEO, se sussistono difficoltà di linguaggio);
  • il segnale di soccorso MAYDAY.

Esempio:

  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • QUI o (DE)
  • LUISA LUISA LUISA
  • RICEVUTO o (RRR) MAYDAY


Appena ricevuto il messaggio di soccorso, l’unità dopo aver dato il RICEVUTO si appresta a recarsi sul luogo del sinistro a meno che tale azione non metta in pericolo l’imbarcazione stessa. 
Appena possibile deve trasmettere all’unità in pericolo un messaggio contenente le seguenti informazioni:

  • il proprio nominativo;
  • le proprie coordinate geografiche;
  • la velocità con cui si dirige verso l’unità in pericolo; 
  • il tempo presubilmente necessario per raggiungerla


Esempio:

  • LUISA 
  • 47°20’NORTH 012°25’WEST 
  • VELOCITA’ VENTI NODI 
  • RAGGIUNGEREMO VOSTRA POSIZIONE FRA TRENTA MINUTI CIRCA


In conclusione la procedura sarà la seguente:

  • AMELIA AMELIA AMELIA 
  • QUI o (DE) 
  • LUISA LUISA LUISA 
  • RICEVUTO o (RRR) 
  • MAYDAY 
  • LUISA 
  • 47°20’NORTH 012°25’WEST 
  • VELOCITA’ VENTI NODI 
  • RAGGIUNGEREMO VOSTRA POSIZIONE FRA TRENTA MINUTI CIRCA


Se l’unità in pericolo si trova a notevole distanza, l’imbarcazione che ha intercettato il messaggio di soccorso segue la seguente procedura:

  • Attende che un’altra stazione radio più vicina dia il RICEVUTO;
  • Si mette a disposizione della stazione che assume la direzione del traffico di soccorso (solitamente una stazione costiera);
  • trasmette il RICEVUTO del messaggio di soccorso se in un tempo ragionevolmente breve nessuna stazione ha provveduto in tal senso; 
  • rilancia il messaggio di soccorso.

Il messaggio di soccorso si rilancia , trasmettendo nell’ordine:

  • il segnale MAYDAY RELAY (pronuncia: MEDE’ RELE’), ripetuto tre volte;
  • la parola QUI (o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio);
  • il messaggio di soccorso ricevuto dall’unità in pericolo.


Esempio:

  • MAYDAY RELAY MAYDAY RELAY MAYDAY RELAY
  • QUI o (DE)
  • LUISA LUISA LUISA
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’ WES
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO
  • CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA

La trasmissione di un messaggio di soccorso da parte del Comandante di una imbarcazione diversa da quella in pericolo può essere effettuata anche quando si presume che la stazione in pericolo non è in grado di trasmettere il messaggio di soccorso oppure quando si considera che siano necessari altri aiuti (ad esempio, la caduta di un aereo, l’affondamento rapido di una imbarcazione, lo scoppio improvviso di una barca ecc. ecc.). 
La stazione che dirige il traffico, quando lo ritiene necessario, può imporre il silenzio sia a tutte le stazioni in zona sia ad una stazione che disturba il traffico stesso. 
In questi casi deve essere usato il segnale SILENCE MAYDAY (pronuncia: SILANS MEDE’). 

Esempio di imposizione del silenzio a tutti:

  • A TUTTE LE STAZIONI SILENCE MAYDAY


Esempio di imposizione del silenzio ad una sola stazione:

  • LUISA SILENCE MAYDAY


Quando il traffico di soccorso è finito la stazione che aveva imposto il silenzio radio trasmette sulla frequenza di soccorso un messaggio indirizzato a tutti per avvertire che può essere ripreso il lavoro normale.

Segnale e chiamata d’urgenza.
Il segnale di urgenza in radiotelefonia è composto dalla parola PAN (pronuncia: pan) ripetuta tre volte sulla frequenza internazionale di soccorso (canale 16 del VHF o 2.182 kHz per l’apparato SSB). Il segnale di urgenza deve essere trasmesso soltanto su ordine del Comandante o della persona responsabile dell’imbarcazione. Ha la precedenza su tutte le altre comunicazioni eccetto quelle di soccorso. Il segnale di urgenza indica che la stazione che chiama sta per trasmettere un messaggio urgentissimo riguardante la sicurezza di una imbarcazione o di una o più persone. Tale segnale può essere indirizzato a tutte le stazioni o ad una determinata stazione. Le stazioni che sono in ascolto di un segnale di urgenza devono premurarsi di non disturbare la trasmissione del messaggio che segue. Nel caso in cui ci si trovi in un’area ad intenso traffico radiotelefonico o se trattasi di un messaggio lungo o di avviso medico tale messaggio verrà tuttavia trasmesso su un canale di lavoro (indicato subito dopo l’emissione del segnale d’urgenza).
Esempio:

Messaggio indirizzato a tutte le stazioni:

  • PAN PAN PAN
  • A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI
  • QUI o (DE)
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • NON SI HANNO NOTIZIE NAVE AMELIA IN RITARDO DA TRE GIORNI SU ROTTA BRINDISI MONFALCONE TUTTE LE UNITA’ IN NAVIGAZIONE NELLA ZONA SONO PREGATE PRESTARE MASSIMA ATTENZIONE ED AVVISARE LE AUTORITA’ MARITTIME


Messaggio indirizzato a una determinata stazione:

  • PAN PAN PAN
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • DIRETTI MONFALCONE POSIZIONE 45°10’ NORD 013°20’ EST ROTTA 020 VELOCITA’ 10 NODI ELETTRICISTA CADUTO DA ALTEZZA TRE METRI IMPOSSIBILITATO MUOVERSI CHIEDIAMO IMMEDIATO TRASBORDO AEREO PER CURE ADEGUATE


Segnale e messaggio di sicurezza
Il segnale di sicurezza in radiotelefonia è composto dalla parola SECURITE’ (pronuncia: securitè) ripetuta tre volte sulla frequenza internazionale di soccorso (canale 16 del VHF o 2.182 kHz per l’apparato SSB). Il segnale di sicurezza indica che la stazione che chiama sta per trasmettere un messaggio riguardante la sicurezza della navigazione, bollettino del mare, avvisi meteorologici importanti o avvisi urgenti ai naviganti. Quando è possibile, è opportuno che il messaggio che segue il segnale di sicurezza sia trasmesso su una frequenza di lavoro.

Esempio di Messaggio indirizzato a tutte le stazioni:

  • SECURITE’ SECURITE’ SECURITE’
  • A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI
  • QUI o (DE)
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • IN DATA ODIERNA ALLE ORE 0900UTC AVVISTATO CONTAINER ALLA DERIVA IN POSIZIONE 45°20’ NORD 013°10’ EST PREGASI DI NAVIGARE IN ZONA CON LA MASSIMA ATTENZIONE


Messaggio indirizzato a una determinata stazione:

  • SECURITE’ SECURITE’ SECURITE’
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • IN DATA ODIERNA ALLE ORE 0900UTC AVVISTATO CONTAINER ALLA DERIVA IN POSIZIONE 45°20’ NORD 013°10’ EST PRESUMIBILE SPOSTAMENTO VERSO SUD-EST VELOCITA’ UN NODO


Vogliamo ricordare che le stazioni costiere annunciano i messaggi riguardanti la sicurezza della navigazione, bollettino del mare, avvisi meteorologici importanti (esempio AVVISO DI BURRASCA) o avvisi urgenti ai naviganti sul canale di soccorso e li diffondono sui rispettivi canali di lavoro
Il navigante dovrà pertanto sintonizzarsi su una delle frequenze di lavoro comunicate dalla stazione costiera mantenendo comunque l’ascolto sulla frequenza internazionale di soccorso (CANALE 16).

Buon Vento.

giovedì 21 gennaio 2016

Prova il Focus 750 performance

Riceviamo e pubblichiamo questo invito ad una prova in mare gratuita del nuovo modello dei cantieri Yacht Yard: il Focus 750 Performance. 



Chiamate o scrivete per fissare un appuntamento: i riferimenti sono nell' immagine sopra.
Se ne volete sapere di più ecco la brochure, noi abbiamo già parlato del Focus 800 e del Focus 730

Buon Vento... e buoni sogni! :-)

mercoledì 13 gennaio 2016

Dizionario (veloce) della vela


Un ripassino non fa mai male, ecco il perchè di questo dizionario della vela, che  è volutamente "light", senza pretese di completezza, appunto una lettura leggera, ... un ripassino veloce! 

A
  • Abbordo - Collisione involontaria o lieve tra due imbarcazioni. 
  • Abbordare - Avvicinarsi con una nave al bordo di un'altra.
  • Albero - Asta di legno o di acciaio posto in posizione verticale o leggermente inclinato verso poppa che prende nomi diversi a seconda del suo posizionamento, ad esempio: albero maestro, di mezzana, di bombresso, di trinchetto.
  • Amantiglio - Cavo che sostiene i pennoni e li mantiene orizzontali, per esempio: l'amantiglio del boma.
  • Armare - Fornire l'imbarcazione di tutto ciò che occorre per navigare.

B
  • Bandiera di cortesia - Bandiera della nazione ospitante da aggiungere a quella di provenienza.
  • Bandiera di segnalazione - Per ogni lettera dell'alfabeto corrisponde una bandiera - di forma e colore differente - con un significato particolare. Per esempio alla lettera T una bandiera rossa bianca e blu a tre fasce verticali corrisponde "Sto pescando, mantenetevi lontani".
  • Boma - Antenna orizzontale imperniato sull'albero per mezzo della strozza la quale scorre su una rotaia e ne determina l'altezza sull'albero stesso.
  • Bompresso - Albero che sporge dalla prua quasi orizzontalmente al quale si fissano i fiocchi.
  • Borose - Cavetto che serve per l'inferitura al pennone o per terzarolare.
  • Bugliolo - Secchio, usato per attingere acqua dal mare e lavare i ponti delle navi.

C
  • Cambusa - Nelle grosse imbarcazioni è il locale adibito a contenere le vivande: di conseguenza quando si fa la spesa si dice andare a "fare cambusa".
  • Carena - La parte della barche che rimane immersa nell'acqua.
  • Cazzare - Deriva dallo spagnolo cazar cacciare. Tendere una scotta o delle cime per correggere il posizionamento delle vele.
  • Charter - Nella nautica da diporto noleggio di un'imbarcazione con o senza equipaggio.
  • Cutter - In origine imbarcazione inglese di piccole dimensioni molto veloce grazie all'ampiezza delle vele, lunga 40 piedi con bombresso e armata con vele quadre. Oggi si definisce cutter un'imbarcazione che arma più di un fiocco.

D
  • Diporto - Nautica da diporto: viene fatta a titolo sportivo e di divertimento e non ha fini commerciali. La legge ne stabilisce tre categorie - navi, imbarcazioni e natanti - dipendenti da lunghezza e stazza.
  • Doppiare - Superare un capo, un promontorio o una boa durante la navigazione.
  • Draglie - Cavi di acciaio che servono a sostenere le vele o costutuiscono la ringhiera di protezione di un'imbarcazione.
  • Dritta - Da poppa a prua è la parete destra dell'imbarcazione.

E
  • Ecoscandaglio - Strumento che attraverso l'emisione di un suono e il rilevamento del suo eco determina la distanza tra lo scafo e il fondo.

F
  • Fiocco - Deriva dall'olandese fok vela di prua. Vela triangolare posta a prua delle imbarcazioni armata sullo strallo. Un fiocco di grandi dimensione è detto anche Genoa da quando fu applicato e ammesso per la prima volta durante una regata - vinta dallo svedese Sàlen - che si svolse nella citta di Genova nel 1926.
  • Fuochi - Fanno parte delle dotazioni obbligatorie di sicurezza e vengono utilizzati in caso di soccorso e pericolo.

G
  • Gavitello - Galleggiante che si usa per segnalare un oggetto sul fondo al quale possono essere ormeggiate le barche.
  • Gavone - Spazio destinato a contenere le dotazioni di bordo o gli effetti personali.
  • Gottazza - [vedi "sassola"]
  • Guanta - Da agguantare: afferrare e tenere in tensione una cima con la mano durante una manovra. Agguantare il vento vuol dire rimontarlo per non rimanere sottovento. Agguantare significa anche immergere i remi nell'acqua per frenare l'imbarcazione o anche, fare in modo che l'ancora faccia presa sul fondo.

I
  • Inferire - Fissare, attraverso i matafioni o inferitoi, la parte superiore di una vela al pennone o alla draglia.

L
  • Lascare - Deriva dal latino laxus largo, allentato. Al comando lascare si allentano le cime.
  • Linea di galleggiamento - Linea definita tra la superficie dell'acqua e la carena.

M
  • Matafioni - Cavetti per tendere o legare le vele.
  • Mezzomarinaio - Asta che termina a uncino utilizzata durante le manovre di attracco.
  • Mura (o murata) - Le pareti laterali dello scafo. Quella che emerge dalla linea di galleggiamento viene distinta in mura a dritta o mura a sinistra.

O
  • Opera morta - La parte della barche che rimane sopra la linea di galleggiamento.
  • Opera viva - La parte della barche che rimane sotto la linea di galleggiamento.
  • Orzare - Manovrare la prua di un'imbarcazione per avvicinarla alla direzione del vento.

P
  • Pagliolo - Pavimentazione interna di un imbarcazione, costituito da tavole amovibili.
  • Parabordo - Vengono utilizzati a protezione delle mura di un'imbarcazione e sono costituiti da camera d'aria di forma cilindrica o sferica.
  • Piede - Unità di misura di lunghezza - pari a 30,48 centimetri - utilizzata per definire le misure delle imbarcazioni.
  • Pilotina - Imbarcazione meccanica che viene utilizzata per pilotare grosse imbarcazioni fuori e dentro le rade e i porti.
  • Poggiare - Manovrare la prua di un'imbarcazione per allontanarla dal vento o per consentire di prenderlo più favorevolmente.
  • Poppa - Parte posteriore della barca.
  • Portolano - Testo contenente le principali informazioni per i naviganti in particolare indicazioni sui porti, fondali, servizi a terra, norme complementare alle carte nautiche obbligatorie in navigazione.
  • Prese a mare - Apertura del fasciame dell'opera viva in cui sbocca il tubo di aspirazione di una pompa. Durante la navigazione tali pompe devono essere chiuse per impedire il riflusso dell'acqua.
  • Prua - Porte anteriore dell'imbarcazione.
  • Pulpito - Ringhiera di sicurezza posta sia a poppa che prua.

R
  • Randa - Generalmente è la vela più grossa (vela di taglio). Viene inferita all'albero nella parte superiore e al boma in quella inferiore.
  • Rotta - Deriva da latino rupta via aperta: è la direzione seguita da un'imbarcazione durante la navigazione. Mettere in rotta: portare la prua sulla rotta scelta; rotta di collisione: se non modificata è quella che potrebbe determinare una collisione con un altro natante.

S
  • Sartia - Deriva dal greco exàrtia attrezzatura della nave. Sono i cavi in acciaio che sostengono l'albero lateralmente e da prua e ne attutiscono gli sforzi.
  • Sassola (o gottazza) - Grossa mestola usata per raccogliere l'acqua entrata in un'imbarcazione e ributtarla a mare.
  • Scotta - Cavo di manovra collegato all'angolo della vela - da cui prende il nome, esempio scotta della randa, del fiocco, eccetera - che serve per tenerla distesa al vento.
  • Sentina - Parte inferiore e interna dello scavo dove si raccolgono le acque di scolo. La pompa di sentina consente che venga tenuta asciutta.
  • Skipper - Persona che dirige la manovra in un'imbarcazione.
  • Strambare - Far passare il boma da un bordo all'altro con il vento in poppa.
  • Strozzare - Arrestare lo scorrimento di una cima o di una catena anche mediante un meccanismo a leva chiamato strozzatoio.

T
  • Tambucio - Copertura scorrevole che protegge dall'acqua e dal vento l'accesso al ponte scoperto.
  • Terzarolo - Ciascuna delle parti della vela che può venire ripiegata - così da diminuirne la superficie esposta al vento -mediante piccole funi cucite sulla vela stessa e dette matafioni.
  • Trinchetto - Il primo albero da prua in un veliero a tre alberi su cui viene issata una vela detta di trinchetto.

V
  • Verricello - [vedi "winch"]
  • Virare - Cambiare direzione, manovrando le vele in modo che l'imbarcazione prenda vento dal lato opposto.

W
  • Winch (o verricello) - Piccolo argano, che ruota in un solo senso, che consente di svolgere le principali manovre e regolare la tensione delle cime che vi si applicano.

Z
  • Zavorra - Deriva dal latino saburra/sabulum sabbia. I pesi imbarcati che determinano la stabilità dell'imbarcazione e ne possono correggere l'assetto.


Buon Vento.

martedì 29 dicembre 2015

Auguri di Buon Anno nuovo 2016


Auguri di cuore per un 
Felice Anno Nuovo 2016. 
Che sia migliore dei precedenti e che
porti a tutti serenità, pace, gioia,
salute del corpo e dell'anima!

Ed anche tanto...
Buon Vento.

lunedì 21 dicembre 2015

Buon Natale 2015



*
Il
TAB
Augura a Tutti

Un Buon Natale,

un Sereno Anno Nuovo
Ma soprattutto tanto, ma tanto, ma tanto, ma tanto,

Buon Vento
a Tutti
!
!
!
!!!