venerdì 31 ottobre 2014

Giro del mondo su un Maxus 22


Avevamo già parlato, sia dell' avventura di affrontare gli oceani con imbarcazioni piccolesia del Maxus 22, ma oggi vogliamo parlare di Szymon Kuczynski, un giovane polacco di 24 anni appassionato di vela che con il suo Maxus 22 sta effettuando il giro del mondo in solitaria.



Szymon, naviga su di un Maxus 22 di serie leggermente modificato da lui stesso: la maggiore modifica apportata alla barca  è l'oblò di sicurezza sullo specchio di poppa. Questo gli dovrebbe servire, nel caso di capovolgimento, a uscire dalla barca, una precauzione che ormai è di rigore su tutte le barche che fanno viaggi di questo tipo.

Szymon è partito ad agosto di quest'anno dal Mar Baltico e al momento ha già percorso circa 2.000 miglia giungendo a Porto Santo, una piccola isola portoghese nell'Atlantico vicino a MadeiraA novembre ripartirà per le Canarie e da qui, dopo essere sceso a sud verso le isole di Capo Verde, prenderà gli Alisei per raggiungere Panama.



Il viaggio di Szymon sarà lungo, dovrà percorrere oltre 40.000 miglia a una media di 110-120 miglia ogni 24 ore con punte di 140. 
La sua rotta prevede il Baltico,  le Azzorre, l'Atlantico, il Canale di Panamapoi il Pacifico, quindi l'Australia che Kuczynski intende lasciarsi a sud passando per il canale che divide la terra dei canguri dalla Nuova Guineail Capo di Buona Speranza in Sudafrica e di nuovo le Azzorre.

Szymon, ha scelto un giro ed un andatura non estremi, infatti, le sue previsioni sono per un viaggio di 2 anni e mezzo.

Szymon con la sua spedizione intende dimostrare che:
  • Si può partecipare a spedizioni oceaniche adattando piccole imbarcazioni di serie
  • Si può partecipare a spedizioni oceaniche senza grandi esborsi finanziari
  • Non importano le dimensioni della barca,  la vela è uno sport sicuro e accessibile a tutti
Se vi siete incuriositi e volete sapere tutto sul Maxus 22 leggete qui: www.maxus22.it , invece volete essere aggiornati sul viaggio di Szymon  trovate tutto qui: www.zewoceanu.pl.

Noi gli auguriamo
Buon Vento.

martedì 28 ottobre 2014

9° Campionato invernale Porto S. Stefano


La stagione estiva è finita, è ricominciata la quotidianità, in cui il dovere si è riaffacciato prepotente ed i piaceri vengono sempre più relegati in un angolino (ma non eliminati!) ma la voglia di fare vela resta intatta, inappagata (sarà mai appagata? e cosa succederebbe allora?) ed ecco allora che la mente si è arrovellata, si è interrogata, ed ha partorito l'Idea!



Eccola: 
Un equipaggio di soci ed amici del TAB iscritto  alla nona edizione del Campionato Invernale di Porto Santo Stefano,che sarà articolato in due manches per complessive 10 prove:

1ª Manche:
  • 1, 2, 16, 30 novembre 2014
  • 14 dicembre 2014
2ª Manche: 
  • 11, 25 gennaio 2015 
  •  8, 22 febbraio 2015 
  •  8 marzo 2015

L'idea è stata quella di mettere insieme un doppio equipaggio, in modo tale da avere sempre disponibilità di persone, per far fronte a malattie, impegni, imprevisti... insomma per fare in modo che ognuno dei partecipanti sia libero di assicurare il livello di impegno che si sente, senza essere vincolato dall'aver assunto un impegno troppo gravoso. In particolar modo è possibile addirittura partecipare solamente ad una delle due Manches previste, per cui si potrà avere anche equipaggi diversi per le due tornate del Campionato.
Insomma "soft" senza stress, alla maniera TAB, perfino negli obiettivi De Coubertiniani, "L'importante non è vincere ma partecipare..."

Si programma con largo anticipo l'equipaggio di ogni regata comprensivo di riserve, e ci si tiene aggiornati per segnalare eventuali indisposizioni.



La barca è Alba il Comet 26 di Pierluigi il veterano del gruppo, giunto già alla sua terza partecipazione al campionato.




Ad ogni regata  seguirà un resoconto on-line sul nostro blog... stay tuned!

Buon Vento.

venerdì 24 ottobre 2014

Last Summer, nuovo film di vela?



Last Summer è il primo lungometraggio di Leonardo Guerra Seràgnoli, italiano che vive e lavora a Londra, già autore di diversi corti. Girato in inglese e giapponese, è stato presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Prospettive Italia, il 18 e il 19 ottobre, ed  arriverà poi al cinema il 30 ottobre.

Il film descrive la vicenda di una donna giapponese che ha quattro giorni per dire addio al figlio di sei anni, di cui ha perso la custodia, a bordo dello yacht della famiglia dell’ex-consorte. Sola con l’equipaggio dell'imbarcazione, la donna dovrà ritrovare un legame con il bambino, prima di doversene separare per sempre.



Quindi la storia non parla di vela, perché allora lo definisco un film di vela?
Perché è interamente girato a bordo di una signora barca a vela anzi di una barca a vela da sogno:  un Wally Esense 143, un 43 metri costruito da Wally Yachts su disegno di Bill Tripp, un mix di eleganza e tecnologia, di lusso essenziale fatto di tek color sabbia e di carbonio. 
Insomma, un film da vedere per sognare.

Se ne volete sapere di più leggete questo bell' articolo.

Intanto guardatevi il trailer.




Buon Vento.

martedì 21 ottobre 2014

Regolazione della Randa

Continuiamo la serie di post tecnici indirizzati al ripasso (per alcuni) o la comprensione (per altri) delle funzionalità delle varie vele di una moderna barca a vela e della loro corretta regolazione a tutte le andature.
Iniziamo, a dettagliare maggiormente, ovviamente con la vela principale: la randa.


La randa  nell'armatura velica contemporanea (bermudiana), è di forma triangolare e serve (oltre che a contribuire alla potenza dell'intero piano velico) a mantenere il controllo e la stabilità della barca in quanto influenza l'angolo del timone. Troppo angolo del timone significa resistenza alla velocità della barca. La randa deve essere regolata di conseguenza al genoa
Il  randista deve fare in modo che la barca sia sempre ben bilanciata e che la velocità si mantenga elevata: se in una raffica la barca non aumenta di velocità ciò vuol dire che la scotta di randa non è stata  ben regolata rispetto le nuove condizioni
La forma della randa è determinata dal così detto grasso e dalla sua posizione rispetto alla prua ed alla poppa.

MANOVRE DI CONTROLLO DELLA RANDA
  1. La SCOTTA è la manovra che influenza maggiormente la velocità della barca,tramite la scotta si regola lo svergolamento, cazzando la scotta di randa è possibile far chiudere la  parte alta della balumina  o ridurre lo svergolamento o mandare in stallo i tell-tails superiori. In condizioni di vento forte  lascando la scotta  si apre la balumina  determinando un minore sbandamento ed una maggiore spinta all'avanzamento.
  2. CARRELLO DI RANDA (BARRA DI SCOTTA)  Quando la potenza è troppa è necessario spostare il carrello di scotta sottovento  riducendo così la potenza, la spinta e lo sbandamento.
  3. PATERAZZO Tendendo il paterazzo si incurva l'albero con il conseguente allontanamento dell'inferitura dalla balumina  che appiattisce la randa ,con questa manovra si tende a diminuire il grasso della vela  o ad aumentarlo se si lasca la tensione del paterazzo.
  4. Il CUNNINGHAM  serve a mettere in tensione l'inferitura con il conseguente spostamento del grasso della randa verso prua.
  5. Il TESA BASE serve a smagrire il terzo basso della vela; se si naviga di bolina si dovrà mettere in tensione il tesa base per smagrire la parte bassa della vela e renderla cosi' efficiente dietro al genoa. 
  6. VANG: Al lasco stretto sia con il genoa che con lo spinnaker,con il boma in direzione dello spigolo sottovento della barca,per controllare lo svergolamento, bisogna usare il vang al posto della scotta  ed in questo caso la scotta funzionerà come se fosse il carrello della barra di scotta.


La domanda principale che un randista deve porsi è :”la barca necessita di maggiore potenza oppure è già troppa?” Deve tenere d'occhio lo speedometro (LOG) per essere sicuro che la velocità sia elevata e si mantenga costante,e deve anche controllare l'angolo del timone affinché sia centrato. Solitamente conviene tenere tre o quattro gradi all'orza per sentire meglio la barca di bolina.
  • Se c'è molto vento e l'angolo di barra è di sette o dieci gradi è certo che la barca rallenta a causa della molta resistenza nell'acqua ed in questo caso la randa funge da punto di riferimento  della regolazione dell'intero piano velico
  • Quando c'è poco vento ed è necessaria una maggiore potenza  bisogna mantenere la randa piena (ben gonfia). Per questo il boma deve essere in alto rispetto all'asse della barca (sopravvento) proprio come i flap di un'ala di aeroplano quando è necessaria una maggiore portanza. 
  • Quando la potenza è troppa,evidenziata da una eccessiva tendenza all'orza,e la barca non accelera sotto raffica allora è necessario smagrire la randa ampliando il canale sottovento tra genoa e randa, e smagrendo così l'intero piano velico. 
  • Di bolina quando è necessario aumentare la potenza bisogna riportare il carrello sopravvento e il boma verso il centro, cazzare la scotta,  aumentare il grasso e rendere così l'intero piano velico più potente. Quando si aumenta il grasso bisogna farlo con parsimonia per evitare che vi sia un grasso in eccedenza nel canale e nel flusso d'aria disturbato del genoa.
La scotta di randa è così la manovra di controllo più critica, il flusso d'aria deve scorrere allo stesso modo lungo il bordo d'entrata esattamente come avviene per il genoa; per fare questa verifica bisogna lascare leggermente il carrello finchè la randa comincia a sventare sincerandosi che produca lo stesso effetto dal boma alla tavoletta della penna, poi riportare progressivamente il carrello verso il centro fino a quando si trova l'equilibrio con il timone.

Con la flessione dell'albero si produce uno smagrimento anche della parte centrale della vela.

Il cunningham serve a tendere l'inferitura per un conseguente spostamento del grasso verso prua. Bisogna evitare di cazzare troppo il cunningham per non appiattire troppo il corpo centrale della vela.

Con una buona regolazione la velocità deve mantenersi costante come costante deve mantenersi la tendenza all'orza. Con venti leggeri è difficile sentire la barca con una tendenza all'orza cosicché si cazza leggermente la scotta per diminuire parte dello svergolamento. 
Questa regolazione permette alla randa di rendere meglio nella parte alta ,navigando di bolina, in questo modo il tell-tail superiore va in stallo, ed a questo punto è come se avessimo abbassato i flap conferendo al piano velico la massima potenza possibile: attenzione se si cazza più di così si può correre il rischio che la velocità della barca diminuisca.

Buon Vento.

martedì 14 ottobre 2014

Il riposo del veterano


Il Piviere di Giampaolo, il  "Veterano" della flotta delle barche a vela di Montalto, è tornato a riposarsi.
Dopo una bella stagione in cui ha regalato tanti momenti piacevoli di belle navigazioni al suo armatore ed alla sua allegra famiglia,




è stato caricato sul camion e dopo un breve tragitto,



E' stato rimessato a terra sul suo invaso nel rimessaggio invernale presso le Murelle (al sicuro da qualunque capriccio metereologico possibile).


Lo attende un inverno di riposo (ci vuole per uno scafo che va per i 40 anni) e di "coccole" da parte dell' armatore che provvederà a curargli i suoi piccoli acciacchi.


Buon riposo "Veterano" te lo sei guadagnato anche quest'anno, recupera le forze, curati le ferite, ti aspettiamo come sempre a primavera.

Buon Vento.