giovedì 2 ottobre 2014

Regolazione delle “vele bianche”

Continuiamo la serie di post tecnici indirizzati al ripasso (per alcuni) o la comprensione (per altri) delle funzionalità delle varie vele di una moderna barca a vela e della loro corretta regolazione a tutte le andature.
Iniziamo con le regole generali per condurre  nel modo più performante  randa e fiocco alle varie andature



LE REGOLAZIONI DI BASE
Ogni andatura richiede una esposizione delle vele in modo adeguato, anche l’intensità del vento e lo stato del mare richiedono delle regolazioni diverse.
Prendiamo in esame le regolazioni di base sulle singole andature, per questo considereremo il mare calmo e il vento a regime di brezza.
Per aiutarci nella regolazione delle vele, useremo i filetti segnavento (o tell-tales), cuciti ad una estremità alle vele. Sul fiocco sono posti ad una distanza di un palmo dal gratile e a un terzo e due terzi dell’altezza, sulla randa sono invece attaccati alla balumina.
Potremo in questo modo verificare la laminarità dell’aria in ingresso del fiocco e in  uscita della randa. Infatti se i filetti non restano stesi lungo la direzione del moto, ma tendono a porsi verticalmente o a sbattere, rivelano l’instaurarsi di una turbolenza.
  

BOLINA
Di bolina l’azione del vento può essere laminare, quindi bisogna esporre la vela in modo da ottenere e mantenere questa laminarità e regolarla in modo che i filetti sopravento e sottovento del fiocco siano ben distesi sulla vela. Le drizze sono cazzate per far si che le vele siano belle tese, senza che si formino tasche sia in senso orizzontale che verticale.
L’aria non deve rallentare, su di esse, per ostacoli dovuti a perdita di forma del profilo.
Il boma è cazzato al centro o quasi, i filetti sulla randa devono essere tesi e garrire indietro.

Per il tailer
  • A questi spetta la regolazione del fiocco, deve seguire l’andamento del vento che come detto cambia continuamente anche di pochissimo la sua direzione , dovrà cazzare la vela quando i filetti sopravento si sollevano verso l’alto, e dovrà lascare la vela quando questo accadrà a quelli sottovento. Il compito di quest’uomo è fondamentale come quello del timoniere, non esiste un attimo in cui non debba cambiare la regolazione, parliamo di pochi centimetri di scotta, sia perché il vento scarta sempre minimo 2-3 gradi dalla sua direzione, che perché il mare con il suo moto ondoso modifica continuamente l’orientamento della vela al vento.
É chiaro che stiamo parlando di uomini impegnati al massimo rendimento della barca, come in regata.Per la crociera, una volta che i filetti sono a posto, ci si può anche stendere al sole, penserà a tutto il timoniere.

Per il timoniere
  • Sia in crociera che in regata, quest’uomo non può permettersi di dormire, se vuole avanzare senza rallentare, zigzagare o accelerare disordinatamente, dovrà seguire i consigli che i filetti del fiocco gli daranno.
  • Si dice che il “fiocco chiami all’orza” quando i filetti sottovento tendono ad entrare in turbolenza, infatti spetta al timoniere di portare la prua leggermente più al vento, cioè orzare, altrimenti il tailer deve lascare, perdendo la possibilità di stringere il vento.
  • Viceversa il fiocco “chiama la poggia” quando per non perdere la laminarità, il timoniere deve poggiare leggermente per far ridistendere i filetti sopravento, o addirittura una piega all’ingresso della vela che indica il gonfiamento della stessa in senso opposto.
  • La randa deve essere cazzata fino a che i filetti restano a bandiera sulla balumina, lo sbattere degli stessi sottovento, indica dei vortici che oltre a risucchiare i filetti tendono a risucchiare indietro la vela, quindi rallentano la barca.
  • La bolina è una andatura in cui quello che conta è far correre la barca.
  • Infatti la deriva , che elimina lo scarroccio, è tanto più efficace quanto la barca è veloce, inoltre non dobbiamo dimenticare che la forza componente dello scarroccio in questa andatura è massima.

BOLINA LARGA
Abbiamo poggiato, ad ogni poggiata deve corrispondere una lascata delle vele, cosa che per altro i filetti richiedono immediatamente. Si corre ancora il rischio di scarrocciare, quindi va mantenuta una buona velocità e si deve evitare di cazzare troppo le vele, soprattutto il fiocco, perché aumenterebbe lo scarroccio.
  
TRAVERSO
L’andatura permette ancora la laminarità. Avendo poggiato ancora, dobbiamo lascare ancora le vele.  Però per l’avanzamento della bugna, dovuto alla scotta lasca, nella parte alta la vela di prua tenderà a scaricare molto l’aria, non tenendola ben distesa lungo la randa.
Per questo verrà portato avanti, tramite il carrello, il punto di scotta, cioè il punto in cui la scotta traziona alla barca la bugna della vela.
Questo farà abbassare la balumina che manterrà l’aria alla sua uscita orientata tangenzialmente verso la randa. Dato che il profilo di questa deve seguire quello del fiocco, arrotondando ( in gergo ingrassando ) la vela di prua, si dovrà ingrassare anche il profilo della randa lascando il tesabase e lasciando avanzare sul boma per un piccolo tratto la bugna della stessa.
Dobbiamo cazzare il vang per abbassare il boma, che liberato in parte dalla tensione della scotta di randa tende a salire per l’azione del vento che tende svergolare la randa, (svergolare vuol dire che la randa tende ad avvitarsi.
I filetti vanno tenuti stesi, lo scarroccio va ancora controllato.

LASCO
A questo punto le andature cominciano ad avere componenti di turbolenza. Infatti l’orientamento al vento della vela comincia a non essere più possibile per l’intera sua superficie.
Cazziamo ulteriormente il vang, prima che una raffica faccia lavorare a mantice la randa la cui scotta comincia ad essere quasi al massimo della lascata.
Avendo poggiato dobbiamo lascare ulteriormente il fiocco che, in questa andatura, funziona come ancora al vento e soprattutto aiuta a mantenere il più possibile un buon canale di aria sulla randa quasi quadrata alla barca.( Si dice quadrare una vela, quando questa tende a esporsi con la superficie perpendicolarmente all’asse barca).
In questa andatura l’unico modo che ci può permettere di correre più in fretta è l’issata di una grande vela di prua, un genova o ancora meglio una vela leggera da prua: spinnaker o gennaker.
Le drizze vanno lascate in modo che il profilo delle vele si ingrassi sia in larghezza che in altezza.
Lo scarroccio è ormai ininfluente (si può sollevare la deriva), sembra sia calato il vento, ma in realtà stiamo galleggiando su di esso e l’apparente quasi lo annulla.

GRAN LASCO E POPPA PIENA
Le andature sono turbolente, con la completa caduta dell’apparente senza guardare l’acqua ci sembra di essere fermi.
Su questa andatura l’unica cosa da fare è cercare di esporre più tela possibile al vento.
Il prodiere cercherà di strambare il fiocco o il genova se è stato issato al suo posto.
Strambare la vela ( o abbatterla ) vuol dire farla passare da una mura all’altra mollando completamente la scotta che prima era sottovento cazzando l’altra.



In questo modo andremo a farfalla: randa e fiocco su due lati opposti
E’ chiaro che se il vento dovesse rinforzare e diventare molto teso, la velocità su questa andatura sarebbe espressa tutta nella direzione della rotta, ma la navigazione diventerebbe pericolosa, in quanto la barca tende alternativamente ad ondeggiare a destra e sinistra, pompando pericolosamente la randa per cui il vento potrebbe abbatterla di colpo sul lato opposto, falciando la coperta con il boma e mettendo a repentaglio l’incolumità dell’equipaggio e le parti meccaniche di ancoraggio del boma all’albero. 
Quindi per i meno esperti, la poppa piena non è consigliabile ne con brezze leggere, perché lenta e noiosa, ne con venti tesi, perché una distrazione del timoniere potrebbe essere fatale all’equipaggio o alla barca.
Conviene stringere l’angolo al vento navigando al lasco, e invertire le mure con una abbattuta volontaria e programmata del boma e l’esposizione delle mura diverse al vento in modo alternato per non allontanarci troppo dalla rotta stabilita.
Per fare l’abbattuta, dopo aver portato a farfalla le vele, mentre il vento ci passerà da una parte all’altra dietro le spalle, dovremo portare il boma, brandendo la scotta, sul lato opposto per evitare che facendolo lui non lo si controlli e diventi pericoloso. Un attimo prima della abbattuta dovremo chiamarla ad alta voce per avvertire l’equipaggio del passaggio di mura e sopratutto del boma:”…. Strambiamo !! …”.
Si potrà da qui orzare fino alla bolina stretta, una volta su questa andatura se si vorrà cambiare di mura si dovrà Virare.
La strambata è il passaggio di mura delle vele con vento prevalentemente da poppa, la virata è la stessa manovra ma con il vento prevalentemente in prua.
Il timoniere prima di chiamare la virata chiede all’equipaggio se è pronto, il tailer predispone le scotte perché la bugna del fiocco passi da una parte all’altra della barca girando davanti all’albero senza incattivirsi (impigliarsi) insieme alle scotte nei vari accessori di coperta, poi indica in modo chiaro di poter eseguire l’ordine e il timoniere chiama la virata ad alta voce :”….. Viriamo!!…”.
Questi porta velocemente la prua sull’altro lato della bolina, non fermandola nell'angolo morto controvento e nemmeno esagerando con l’andare oltre l’angolo della bolina.
Il tailer, mentre la scotta che era sottovento si svolge in pozzetto correndo nel passascotte, libera la bugna e richiama la scotta che era sopravento, portandola in tensione cazzandola.
In un primo momento, fino a che la barca non riprende velocità, la scotta va cazzata un poco meno del segno, ( la regolazione esatta si dice: “.. a segno..”), per non strozzare il canale fra le due vele e lasciare che la barca prenda velocità senza essere preda dello scarroccio.
Sia nell’abbattuta che nella virata, tutto l'equipaggio cambierà bordo, per adeguare lo sbandamento della barca durante la manovra (controllerà in questo modo quello che si dice “assetto”).

Buon Vento.

lunedì 29 settembre 2014

Mostra PESCI DEL MEDITERRANEO

Riceviamo dalla direzione della libreria Internazionale Il Marepubblichiamo per i nostri soci.



il
Mare
settembre 2014
Carissimi amici de Il Mare, siamo lieti di invitarVi Giovedì 2 Ottobre, 2014 alle ore 18:30 alla inaugurazione della mostra PESCI DEL MEDITERRANEO presso i locali della nuova libreria in via del Vantaggio, 19, Roma. I pesci del Mediterraneo che troviamo solitamente sui banchi delle pescherie evadono sulla carta. Tavole grafiche in china e acqua su carta cotone, serigrafate artigianalmente e inscatolate in un prestigioso box. Prima prova editoriale per Leonardi Editore. Contestualmente alla presentazione del progetto editoriale verranno esposte tavole originali e una parte delle opere legate all’illustrazione ittiologica. Massimo Leonardi, cagliaritano, classe 1974. Nasce in Sardegna per poi trasferirsi nel Lazio; a Viterbo prima e a Roma poi. Tatuatore dal 1995, sperimenta illustrazione su pelle e carta per poi ritornare nel luogo da cui tutti proveniamo, il Mare. Oggi vive e lavora Cagliari dove è titolare dello studio di tatuaggi e illustrazione Jaibreak Tattoos. Conserva un legame diretto con la Capitale che considera la sua seconda città.
Mostra I PESCI DEL MEDITERRANEO di Massimo Leonardi


Chi è interessato, può stampare l'invito  da presentare all'ingresso della mostra.
Buon Vento.

lunedì 22 settembre 2014

Vela Senza Limiti, manuale scontato

Riceviamo dalla direzione della rivista Bolina e pubblichiamo per i nostri soci.
Se siete interessati all'acquisto del libro, ordinandolo tramite l'associazione avrete diritto ad uno sconto del 25% che può diventare anche del 40% se riusciamo a mettere insieme un ordine di almeno 20 copie.
Potete comunicarci la vostra intenzione di acquisto con un email indicando anche se siete eventualmente disposti ad attendere (dite voi quanti) qualche giorno per cercare di mettere insieme un ordine da sconto del 40%.
Fateci sapere.



Bolina 


Vela senza limiti - Navigazione d’altura e patente nautica, il manuale vela di Bolina, ha compiuto appena un anno ed è già un caso editoriale con due ristampe all'attivo (la seconda avvenuta dopo soli sei mesi dal lancio), sempre più scuole di vela che lo hanno adottato come testo unico per i propri corsi e migliaia di lettori soddisfatti.
Come è stato per il 2013, proponiamo anche quest'anno un'offerta eccezionale per società e associazioni impegnate nell'insegnamento della vela: inoltrando domanda a mezzo di carta intestata il volume è disponibile con uno sconto del 25%: (22,5 euro anziché 30). Per acquisti uguali o superiori alle 20 copie poi lo sconto sale al 40% ossia 18 euro a copia!
Un'offerta imperdibile per dare ai propri iscritti la massima qualità al minor prezzo!
Gli ordini possono essere inviati per e-mail all'indirizzo segreteria@bolina.it, per fax al numero 06/6990137 o chiamando lo 06/6990100.
Vela senza limiti - Navigazione d’altura e patente nautica è un libro che vale per tre. Contiene infatti un corso per neofiti indirizzato al conseguimento della patente nautica, un manuale di approfondimento per la navigazione d’altura, nonché un efficiente metodo rivolto agli istruttori. Gli argomenti, esposti con semplicità e supportati da eloquenti immagini a colori opera dell'autore stesso, sono raccolti mantenendo il percorso didattico seguito da un ipotetico insegnante di vela in aula e in mare. Affidandosi a un’apposita legenda posta a inizio volume, secondo necessità il lettore può focalizzare l’attenzione esclusivamente sugli argomenti richiesti per l’esame utili all’abilitazione alla conduzione di unità da diporto, o approfondire pagina dopo pagina la scienza della navigazione a vela in ogni sua sfaccettatura.
Strutturato in quattro sezioni, Vela senza limiti affronta minuziosamente tutti gli aspetti pratici della navigazione e non di meno quelli teorici. Quindi nomenclatura, andature, stabilità dello scafo, carteggio nautico, navigazione stimata, problemi di corrente, navigazione costiera, radiocomunicazioni, regole per prevenire gli abbordi in mare, segnalamenti, meteorologia, normativa, procedure di sicurezza e dotazioni.
Ma anche manovre, armo e disarmo delle attrezzature, ormeggio, regolazione delle vele, recupero di uomo in mare e molto altro ancora.
A completamento del testo si aggiungono una guida illustrata dei principali nodi, 130 esercizi di carteggio e un breve dizionario marinaresco.
Rigoroso libro di testo per la preparazione alla patente nautica e per la vela d'altura il nuovo manuale è composto da 294 pagine a colori.
È possibile visualizzare un'anteprima del volume, seppure parziale, cliccando qui
Buon vento!

Buon Vento.

martedì 16 settembre 2014

Le vele dello Sloop


Iniziamo una serie di post tecnici indirizzati al ripasso (per alcuni) o la comprensione (per altri) delle funzionalità delle varie vele di una moderna barca a vela e della loro corretta regolazione a tutte le andature.
Ovviamente parliamo dell'armo velico più diffuso ai giorni nostri: il cosiddetto armo Sloop bermudiano detto anche Marconi.


LE VELE BIANCHE


LA RANDA
Nelle imbarcazioni moderne è la vela principale, ha forma triangolare allungata nel senso dell'altezza, è inferita nell'albero e nel boma. Le rande moderne sono dotate di stecche per mantenere la forma ideale ed evitare vibrazioni della balumina. La randa è dotata di due coppie di fori detti prese di terzaroli che permettono di ridurre progressivamente la superficie esposta al vento in caso di vento forte o burrasca, ammainandola parzialmente. La randa nelle imbarcazioni moderne può essere di tipo avvolgibile, l'uso è più facile ma si rinuncia a circa il 10% di superficie velica e il taglio non è ottimale per un compromesso con l'avvolgibilità.  



IL FIOCCO
Termine generico della vela di prua di forma triangolare normalmente inferita nello strallo di prua, in realtà il nome deriva da una precisa tipologia di vele di prua che secondo le dimensioni e la forma prendevano il nome di olimpico, fiocco 1, 2, 3, ecc.. Nelle imbarcazioni moderne vengono chiamate fiocco anche:  

  • Il genoa: Caratterizzato dall'avere dimensioni maggiori del fiocco (fino al 150%) con una lunga base, deve il suo nome alla città di Genova dove fu utilizzato per la prima volta nel 1926.  
  • La tormentina: Piccola vela di prua dal taglio molto magro che può essere utilizzata anche con vento molto forte o burrasca.  



LE VELE PER ANDATURE PORTANTI



LO SPINNAKER 
Grande vela di prua, di forma simmetrica, indicata per le andatura portanti dal lasco alla poppa. Viene murata su di un tangone, asta orizzontale lunga normalmente quanto la distanza tra l'albero e il punto di mura del fiocco e posizionabile in modo da rimanere perpendicolare alla direzione del vento. Lo spinnaker ha una superficie che può essere doppia rispetto ad un genoa e consente di sfruttare la spinta meglio delle vele inferite, ma ha una notevole difficoltà d'uso che in genere la relega al mondo delle regate. Normalmente costruita in nylon, tessuto leggero, resistente e non poroso e che può essere colorato senza per questo alterare le sue caratteristiche.  



IL GENNAKER 
Vela di prua di notevoli dimensioni e di forma asimmetrica che viene murata come un fiocco non inferito mediante un bompresso, asta che sporge dalla prua longitudinalmente all'asse della barca. Di più semplice uso rispetto allo spinnaker il gennaker è indicato per le andature dalla bolina larga al lasco.  

Buon Vento.

mercoledì 10 settembre 2014

Mastclimber per salire sull'albero da soli


A volte può servire di salire in testa d'albero per effettuare qualche manutenzione, per liberare una cima incattivita, per sbloccare un windex ossidato, per controllare l'antenna del VHF...



I velisti da sempre hanno realizzato diversi metodi per risolvere questa problematica, c'è che ritiene che gli scalini sull' albero siano i più pratici, chi usa metodi home-made ad hoc per la propria imbarcazione, chi usa il banzigo facendosi issare...

Ci sono però occasioni in cui si è soli e non si può disporre di aiuto esterno. In questi casi il consiglio è sempre di rimandare, soprattutto per noi che navighiamo su piccole barche poco stabili, ma se proprio non è possibile, allora è consigliabile utilizzare sistemi appositamente progettati.

In commercio esistono varie soluzioni, che permettono di salire in testa d'albero senza ausilio da parte di altri, tra queste il Mastclimber, che nasce dall'esperienza degli alpinisti, e consiste in due ganci che possono bloccarsi su di una cima, un seggiolino e una fascia per i piedi. 

Si sale spostando alternativamente i due ganci. Quando si fa salire il gancio che porta su il seggiolino, si scarica il peso sulla fascia per i piedi e, quando, invece, si fa salire il gancio della fascia poggia piedi, si scarica il peso sul seggiolino.



Non è una cosa difficile da usare, ma sicuramente è un esercizio che richiede un dispendio di energie notevole.

Esistono anche altri sistemi removibili da utilizzare da soli, come MastMate  oppure Topclimber  oppure la scala antitorsione della Osculati...

Buon Vento.