mercoledì 30 aprile 2014

Comet 26

Continua la serie di post dedicati a quelle barche (che spesso non sono una novità) che si  sono rivelate valide nel contesto di Marina di Montalto. Oggi parliamo del Comet 26.


Sportivo, performante e divertente, il Comet 26 è un piccolo cruiser, particolarmente semplice da condurre e con buoni contenuti tecnici: piano velico e coperta ottimizzati per rendere la barca veloce e scattante nelle manovre e, al tempo stesso di facile gestione, anche con equipaggio famigliare.
Nei soli 26 piedi di un’imbarcazione facilmente carrellabile, Comar Yachts è riuscita a concentrare le qualità di un vero yacht. 



Il Comet 26, è una barca con la quale si possono affrontare piccole crociere con un comfort di bordo assicurato da toilette, cucina, carteggio e, soprattutto, quattro posti letto



E' dotata di timone e deriva retrattili per un pescaggio minimo di circa 50 centimetri e albero che può essere abbattuto in pochi istanti per passaggi anche sotto ponti di soli 3 metri di altezza. 

E' disponibile in versione di serie con motore fuoribordo oppure con entrobordo diesel e trasmissione sail drive; una soluzione che garantisce rapidi spostamenti in assenza di vento ma che, per contro, risulta un po’ costosa, oltre a ridurre leggermente le dimensioni del letto della cabina di poppa



Sottocoperta vi è un unico ambiente che riunisce lunghe panche a murata, una cuccetta doppia di prua e un grande letto di poppa. Si fanno apprezzare per ergonomia la toilette separata con tanto di wc marino e la piccola cucina dotata di frigorifero, fuochi e lavabo.
Ottima la qualità delle finiture e degli assemblaggi dell’arredo interno, ma anche delle lavorazioni dei controstampi e delle cornici in massello. 
Scafo e coperta sono realizzati in laminato pieno con l’impiego di resina isoftalica e tessuti di fibre di vetro.



Si adatta perfettamente a brevi e comode crociere, ma è anche dotata di un’indole sportiva che la rende veloce e divertente in ogni andatura.

SCHEDA TECNICA
Progettista S. Lupoli Yacht Design
Cantiere costruttore COMAR Yachts   
Lunghezza ft 8,10 m                            
Lunghezza al galleggiamento 6,73 m    
Baglio massimo 2,96 m              
Dislocamento 1790 Kg
Pescaggio massimo 1,65m
Pescaggio deriva sollevata 0,35 m
Persone max 6      


Se vuoi sapere tutto sul Comet 26 visita il suo sito, se lo stai cercando usato lo trovi qui. 
Buon Vento.

lunedì 28 aprile 2014

Mac Gregor 26

Continua la serie di post dedicati a quelle barche (che spesso non sono una novità) che si  sono rivelate valide nel contesto di Marina di Montalto. Oggi parliamo del MacGregor 26.


Dice Roger MacGregor , il  progettista del MacGregor 26:
"Il prezzo è basso, il carrello è il tuo ormeggio...   e il vento è gratis!"
Sta di fatto che da 35 anni, il MacGregor 26 (e il piu piccolo 25) sono state le barche a vela carrellabili più vendute non solo negli Stati Uniti, ma nel mondo intero. Non c'è stato mai nessun altro cantiere (Oltre 38.000 barche costruite) che abbia dominato il proprio mercato per un periodo così lungo. Questo la dice lunga sulla qualità del progetto



Il MacGregor 26M è una barca versatile che si adatta alle esigenze di molti. Vela, motore e carrello, non a scapito delle performance. 
Le sue caratteristiche sono:
  • Inaffondabile
  • Auto-raddrizzante
  • Albero rotante e facilmente abbattibile
  • Timoni e deriva a baionetta sollevabili
  • Carrellabile
  • Buone prestazioni a vela anche in condizioni di mare formato
  • Zavorra ad acqua (ballast) che dà stabilità alla barca in navigazione a vela che può essere svuotata permettendo alla barca di trasformarsi in un motoscafo
  • Buone prestazioni a motore (20 nodi con motore da 60 cv)
  • Interni spaziosi e molto luminosi 
  • Abitabilità notevole (h. passaggio in cabina 1.83m)


Il MacGregor 26M è una scelta interessante per chi:

  • Vuole una barca da crociera facile da utilizzare con la  famiglia, gli amici o da solo
  • Vuole avere un motore per rendere  veloci gli spostamenti, ma allo stesso tempo vuole godersi l'andare a vela 
  • Vuole una barca carrellabile da portare in vacanza 
  • Vuole risparmiare sul posto barca tenendo la barca in un rimessaggio (o nel proprio giardino) nel periodo invernale e non solo
  • Vuole risparmiare sull'utilizzo della gru grazie agli scivoli d'alaggio
  • Vuole raggiungere i fondali più bassi e volendo anche spiaggiare




SCHEDA TECNICA
lunghezza f.t. 7,87 m
lunghezza galleggiamento 7,06 m
baglio max. 2,36 m
tipo di chiglia deriva mobile
pescaggio standard 1,75 m
pescaggio minimo 0,30 m
dislocamento 1156 kg
zavorra 136 kg + (521 kg. water ballast)
motore da 5 a 60 cv


Se vuoi sapere tutto sul Mac Gregor 26 leggi qui.

Buon Vento.

mercoledì 23 aprile 2014

Dufour T7

Continua la serie di post dedicati a quelle barche (che spesso non sono una novità) che si sono rivelate valide nel contesto di Marina di Montalto. Oggi parliamo del Dufour T7.



Carrellabile e pratico da gestire in mare, con molte soluzioni innovative e un buon passo, già al suo apparire, nel 1980,  il Dufour T7,suscitò molto interesse. 
L’idea, sviluppata da Jean-Louis Noir, era quella di costruire un cabinato carrellabile, a deriva mobile integrale, con interni ospitali e buone caratteristiche marine. 
Un proposito riuscito, anche se l’estetica originale e innovativa non convinse tutti. 



Ne esistono varie versioni: controstampato o non, con deriva orientabile, armo a 7/8 o in testa d’albero. 
Segno di un appassionante lavoro di studio da parte dell’originale architetto Louis Noir. Veloce e manovriero, questo cabinato è stato adoperato anche per navigazioni impegnative



Gli interni sono divisi in due: a poppavia del pozzetto, una cabina doppia, a pruavia il quadrato con due cuccette, carteggio, lavabo e cucinino e danno la possibilità (forse unica per imbarcazioni di queste dimensioni) di poter mantenere un minimo di intimità durante un campeggio nautico ad una famiglia con figli o due coppie in vacanza.




Il pozzetto risulta un po sacrificato dalle scelte fatte in merito all'abitabilità, ed anche per lo spazio occupato per l'alloggiamento del motore fuoribordo, che  però riesce a lavorare in maniera più efficiente a scapito di un po di cattivo odore in navigazione a motore.

SCHEDA TECNICA
lunghezza f.t. 6,72 m
lunghezza galleggiamento 6,20 m
baglio max. 2,49 m
tipo di chiglia deriva mobile
pescaggio standard 1,30 m
pescaggio minimo 0,30 m
dislocamento 1250 kg
zavorra 500 kg




Clicca qui se vuoi vedere il depliant e qui se vuoi vedere diverse foto

Buon Vento.

venerdì 18 aprile 2014

Buona Pasqua 2014



IL 
TAB 
augura a tutti 
i soci ed amici,
una Buona 
Pasqua 

Buon Vento.

mercoledì 16 aprile 2014

A Montalto alla Maremmad'aMare


Dal 17 al 21 aprilesul lungomare Harmine a Marina di Montaltosi terrà  la prima edizione di Maremmad'aMare, la fiera dedicata alle tradizioni maremmane, organizzata dall' assessorato al turismo, quello al commercio e quello all'agricoltura del Comune di Montalto di Castro con il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo.

Saranno presenti, più di cento espositori  tra gli operatori turistici e commerciali di marina di Montalto, ed anche il TAB parteciperà a questa prima edizione di una fiera interamente dedicata alle famiglie, che si pone come obiettivo quello di creare un ambiente nel quale sia possibile entrare a stretto contatto con la natura, con tutte quelle realtà che al giorno d'oggi è sempre più raro incontrare nelle grandi città.



Ci saranno stand dedicati ai prodotti tipici, alla pesca, all'artigianato, e all'enogastronomia. Saranno presentate le offerte turistiche naturalistiche del territorio, ci sarà spazio per la musica, e per chi vorrà visitare il parco archeologico e naturalistico di Vulci, una navetta con partenza dalla marina di Montalto.


Se volete sapere tutto sulla Maremmad'aMare, continuate a leggere qui, anzi fate meglio, venite a Marina di Montalto dal 17 al 21 aprile.

Buon Vento.

lunedì 14 aprile 2014

In Meteor con nuovi amici

In attesa del prossimo inizio della stagione velica 2014 a Marina di montalto, continuano le uscite in Meteor da Fiumara.


 Sabato c'erano due nuovi amici, due regatanti di ritorno dai rispettivi impegni:




Il meteo dava sole e nuvole, scirocco sui 6-8 nodi con punte a 12 ed onda sui 40 cm, insomma si preannunciava un uscita tranquilla...



Ma quando arriviamo all' ormeggio, guardando verso il mare si vedeva un fronte scuro che non lasciava presagire niente di buono, il vento sembrava decisamente più intenso ed alla foce c'era una bella barra con onde di un metro e mezzo(Mi sa che il meteo questa volta ha cannato) ...



Ma comunque la voglia di uscire c'era e non ci siamo lasciati dissuadere.
Ed abbiamo fatto bene, visto che alla fine le previsioni  meteo si sono rivelate corrette: la giornata è stata nuvolosa, ma senza pioggia ed anzi in tarda mattinata  è uscito il sole.
Le onde (una volta usciti dalla foce) effettivamente erano sui 50 cm ed il vento è stato uno scirocco sugli 8-10 nodi un po rafficato con qualche punta sui 15.






Insomma tutte le condizioni per goderci il Meteor tirando un po di bordi tra il porto di Ostia e Fiumara, in compagnia di tante barche a vela che come noi si sono goduti la giornata. Il tutto condito di chiacchiere, racconti di vela, di regate,  esperienze, impressioni... il tutto nel solito spirito di relax e divertimento.

Buon Vento.

venerdì 11 aprile 2014

Phoenix 700

Continua la serie di post dedicati a quelle barche (che spesso non sono una novità) che si  sono rivelate valide nel contesto di Marina di Montalto. Oggi parliamo del Phoenix 700.


Un cabinato di 7 metri semplice da mantenere e da condurrecon discrete prestazioni a vela. Carrellabile e dotato di deriva mobile, è indicato per piccole crociere costiere con meteo tranquillo. Nei limiti dei suoi 7 metri offre una discreta abitabilità interna con 4 posti letto cucinino e bagno separato.


E' dotato di un circuito di disalberamento molto ben progettato, che rende facile l'operazione, consentendo da disalberare in pochi minuti, e rendendo accessibili luoghi con vincoli di altezza (p.e. passaggio sotto ponti).


Vittorio il nostro amico e socio che lo ha portato a Montalto ne parla così: "Per quanto riguarda i pregi, sono molti, la barca è abbastanza stabile e dà soddisfazione anche con vento leggero, è abbastanza abitabile, ha 4 cuccette, bagno e angolo cottura, ottima per una breve vacanza, ovviamente bisogna tener conto che è sempre una barca di 7 m. per i difetti, c'ho pensato e non li ho trovati, d'altronde chi troverebbe dei difetti in una nuova e affascinante fidanzata? Se proprio vogliamo trovarne uno, è l'altezza in cabina, un pochino più alta non sarebbe stata male"




SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t. m. 7.0
Lunghezza al galleggiamento m. 6,40
Larghezza m. 2,48
Pescaggio m. O,28/1,60 (deriva mobile)
Dislocamento kg. 1280
Cabine 1 (open space)
Bagni 1 (w.c. chimico)
Motore hp Max 7 kl

Se lo stai cercando usato lo trovi qui.

Buon Vento.

mercoledì 9 aprile 2014

Il Piviere 6,14


Chi ci segue, ben sa che parliamo spesso di minicabinati a deriva mobile con dimensioni comprese tra i 5 ed i 9 metri (la tipologia di barche a vela che possono essere usate a Marina di Montalto) presentando sempre i nuovi modelli che offre il mercato.
Con questo che state leggendo, abbiamo deciso di iniziare una serie di post dedicati invece a quelle barche (che spesso non sono una novità) che ci sono state a Marina di Montalto, rivelandosi valide nel suo contesto.


Come non iniziare con il Piviere 6,14 la storica prima barca della nostra scuola di vela?
Il Piviere è un piccolo cabinato a vela costruito tra gli anni '70 e gli anni '80 dal cantiere laziale della CBS Nautica di Fiumicino
E' nato da un'intuizione di Mauro Mancini, giornalista e scrittore, l'autore dei famosi "Navigare lungo costa".
L'idea alla base, molto semplice, era quella di realizzare un piccolo cabinato per il diporto costiero che fosse robusto, economico, facile e flessibile da condurre e facilmente gestibile
Inoltre, rispetto alle piccole barche tradizionali dell'epoca, il Piviere doveva avere delle caratteristiche innovative:
  • l'assenza di una tuga sporgente che avrebbe reso la barca più "marina", più resistente ai colpi di mare, e la coperta più vivibile, sia in navigazione, sia all'ancora.
  • un allargamento del pozzetto oltre le normali dimensioni rispetto alle dimensioni della barca stessa
  • la deriva pivotante che rendeva la barca "spiaggiabile"
  • la motorizzazione fuoribordo che semplificava la manutenzione


E' stato realizzato inizialmente con deriva pivotante (mobile) e successivamente (verso la fine degli anni settanta) con bulbo fisso. L'armo è sempre a sloop ed è realizzato in due diverse versioni: armo in testa d'albero (le prime produzioni destinate ad un uso crocieristico) ed armo a 7/8 le ultime serie (barche destinate ad un uso più allargato crociera/regata).



Nel corso degli anni (tanti)  ha mostrato di essere un progetto molto valido, e duraturo, infatti delle diverse centinaia di barche prodotte, la stragrande maggioranza è ancora in attività nei vari porti e porticcioli d'Italia. 
E' ancora una barca appetibile e con un buon mercato dell' usato, anche per le sue doti di: 
  • Costi iniziali molto molto contenuti
  • Costi di esercizio contenuti
  • Elevata rivendibilità
  • Equipaggiamento completo
  • Buone doti nautiche
  • Buona vivibilità all'aperto



SCHEDA TECNICA
lunghezza f.t. 6,14 m
lunghezza al galleggiamento 6,05 m
baglio max. 2,34 m
tipo di chiglia deriva mobile
pescaggio standard 1,10 m
pescaggio minimo 0,48 m
dislocamento 1080 kg


Comunque se sei interessato e vuoi sapere tutto sul Piviere vai sul suo forum, se lo stai cercando usato lo trovi qui.

Buon Vento.

lunedì 7 aprile 2014

Navigare bene di bolina


Spesso in navigazione la nostra meta si trova nella direzione da cui proviene il vento e per raggiungerla occorre navigare di  bolina, ma è proprio in questa andatura che è facile commettere errori che possono rallentarci molto.
Siamo sicuri di saper sempre gestire la navigazione di bolina al meglio delle possibilità della nostra barca?
Esistono alcune accortezze da seguire che ci permettono di ottimizzare la nostra navigazione, eccone alcune.



RIDURRE LO SBANDAMENTO
E' lo sbandamento, il vero problema durante la bolina. Uno sbandamento oltre i 20° riduce drasticamente le prestazioni di un’imbarcazione: se il vento sta aumentando e vi rendete conto che la barca è più inclinata del dovuto, dovete agire immediatamente sulle vele. Tesate il paterazzo, in modo da flettere l’albero e smagrire la randa, cazzate la base e lascate la scotta randa (e il carrello) per svergolarla, finché la stecca in alto non sarà parallela al boma. Dovete intervenire anche sul fiocco (si presuppone che ne abbiate armato uno a bassa sovrapposizione, visto il vento forte), tesandolo e svergolandolo sui profili più alti: cazzatelo bene e spostate il carrello verso poppa
Se non basta, dare una o anche due mani di terzaroli, rollare il fiocco (in caso di rollafiocco) o armarne uno più piccolo.



NAVIGARE CON L’ONDA AL MASCONE
Se stiamo navigando in bolina con onda proveniente dalla direzione del vento, le onde colpiscono lo scafo al mascone. Questo si traduce in un aumento dell’angolo di incidenza del vento apparente in un cosiddetto “effetto rollio”. Chi sta al timone, deve stare molto attento, alla prima distrazione, potrebbe inchiodare la barca che scarroccerà inesorabilmente. Occorre orzare salendo dolcemente sull’onda (il vento rinforza gradualmente dal cavo alla cresta) per poi poggiare lungo la discesa, guadagnando la velocità sufficiente per affrontare nuovamente la salita. Meglio operare anche sulla randa, cazzando la scotta sulla cresta e lascandola nel cavo.



VMG
Spesso si tende a privilegiare la velocità della barca alla VMG (Velocity Made Good), ovvero la proiezione della velocità sull’asse del vento. Questo non è un problema se, per raggiungere il punto stabilito, non dobbiamo virare, ma in caso di bordeggio dobbiamo considerare il guadagno reale. Per ottimizzare la nostra VMG dobbiamo conoscere bene i diagrammi polari della barca; troveremo facilmente il giusto compromesso tra angolo e passo qualunque siano le condizioni di vento e mare.



NAVIGAZIONE CON POCO VENTO
Con arie leggere in linea di massima abbiamo bisogno di vele grasse, almeno in fase di accelerazione. Una volta che la barca avrà acquisito velocità, l’aumento del vento apparente ci consentirà di appiattire un poco le vele guadagnando gradi di prua. In questo caso è bene svergolare la randa nella parte alta agendo sul carrello, che va tirato sopravvento rispetto alla linea mediana del trasto. Un buon riferimento da prendere è l’allineamento del boma rispetto alla proiezione al paterazzo, anche se alcune imbarcazioni forniscono prestazioni addirittura migliori se il boma è portato ancora più sopravvento.
In queste situazioni con poco vento, il genoa è in grado di fare la differenza in termini di prua e velocità. Occorre renderlo più grasso mollando il paterazzo ed eventualmente qualche centimetro di drizza e spostate il carrello verso prua in modo da diminuire lo svergolamento in alto. 
Importantissimo: seguite ogni calo o aumento di pressione cazzando e lascando le scotte del fiocco. Stesso discorso, in fatto di regolazione, vale per la randa.

Buon Vento.

venerdì 4 aprile 2014

Come nascono e viaggiano le onde marine


Cosa siano le onde marine lo sappiamo tutti, ma chi di noi può veramente dire di sapere come nascono, come si propagano, perché si infrangono, quali sono i fattori che le influenzano... Se avete queste lacune sull'argomento e volete colmarle vi consiglio di leggere queste interessanti informazioni reperite in quell'immenso contenitore di conoscenza che è Internet.




ARTICOLO DI Paolo Andrea Gemelli pubblicato su Liguria Nautica
Il ciclo di vita di un’onda può essere diviso in varie fasi: 
  • la formazione dovuta all’effetto del vento, 
  • il progressivo accrescimento fino al raggiungimento di una dimensione massima, 
  • il viaggio attraverso il mare e 
  • la successiva perdita di altezza fino al momento in cui, sotto forma di mare lungo, l’onda si infrangerà sulla linea costiera.
Seguendo questo viaggio è allora possibile distinguere diverse tipologie di onde individuando con chiarezza alcuni elementi che, alla base dell’evoluzione dei sistemi ondosi, ne influenzano la struttura.

L’altezza ed il periodo di un’onda formata in acqua profonda dal vento dipendono da tre fattori:
-          la velocità media del vento
-          la durata del tempo per il quale il vento spira o ha spirato
-          il fetch: l’estensione dell’area di mare libero (senza ostacoli come terre emerse) sulla quale il vento può agire e l’onda propagarsi...

Se vi interessa continuate a leggere l'articolo qui




Se qualcosa ancora non vi è chiaro, e volete sapere davvero tutto sulle onde, allora armatevi di pazienza, prendetevi il vostro tempo  ed andate a leggere qui.

Buon Vento.