venerdì 11 aprile 2014

Phoenix 700

Continua la serie di post dedicati a quelle barche (che spesso non sono una novità) che si  sono rivelate valide nel contesto di Marina di Montalto. Oggi parliamo del Phoenix 700.


Un cabinato di 7 metri semplice da mantenere e da condurrecon discrete prestazioni a vela. Carrellabile e dotato di deriva mobile, è indicato per piccole crociere costiere con meteo tranquillo. Nei limiti dei suoi 7 metri offre una discreta abitabilità interna con 4 posti letto cucinino e bagno separato.


E' dotato di un circuito di disalberamento molto ben progettato, che rende facile l'operazione, consentendo da disalberare in pochi minuti, e rendendo accessibili luoghi con vincoli di altezza (p.e. passaggio sotto ponti).


Vittorio il nostro amico e socio che lo ha portato a Montalto ne parla così: "Per quanto riguarda i pregi, sono molti, la barca è abbastanza stabile e dà soddisfazione anche con vento leggero, è abbastanza abitabile, ha 4 cuccette, bagno e angolo cottura, ottima per una breve vacanza, ovviamente bisogna tener conto che è sempre una barca di 7 m. per i difetti, c'ho pensato e non li ho trovati, d'altronde chi troverebbe dei difetti in una nuova e affascinante fidanzata? Se proprio vogliamo trovarne uno, è l'altezza in cabina, un pochino più alta non sarebbe stata male"




SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t. m. 7.0
Lunghezza al galleggiamento m. 6,40
Larghezza m. 2,48
Pescaggio m. O,28/1,60 (deriva mobile)
Dislocamento kg. 1280
Cabine 1 (open space)
Bagni 1 (w.c. chimico)
Motore hp Max 7 kl

Se lo stai cercando usato lo trovi qui.

Buon Vento.

mercoledì 9 aprile 2014

Il Piviere 6,14


Chi ci segue, ben sa che parliamo spesso di minicabinati a deriva mobile con dimensioni comprese tra i 5 ed i 9 metri (la tipologia di barche a vela che possono essere usate a Marina di Montalto) presentando sempre i nuovi modelli che offre il mercato.
Con questo che state leggendo, abbiamo deciso di iniziare una serie di post dedicati invece a quelle barche (che spesso non sono una novità) che ci sono state a Marina di Montalto, rivelandosi valide nel suo contesto.


Come non iniziare con il Piviere 6,14 la storica prima barca della nostra scuola di vela?
Il Piviere è un piccolo cabinato a vela costruito tra gli anni '70 e gli anni '80 dal cantiere laziale della CBS Nautica di Fiumicino
E' nato da un'intuizione di Mauro Mancini, giornalista e scrittore, l'autore dei famosi "Navigare lungo costa".
L'idea alla base, molto semplice, era quella di realizzare un piccolo cabinato per il diporto costiero che fosse robusto, economico, facile e flessibile da condurre e facilmente gestibile
Inoltre, rispetto alle piccole barche tradizionali dell'epoca, il Piviere doveva avere delle caratteristiche innovative:
  • l'assenza di una tuga sporgente che avrebbe reso la barca più "marina", più resistente ai colpi di mare, e la coperta più vivibile, sia in navigazione, sia all'ancora.
  • un allargamento del pozzetto oltre le normali dimensioni rispetto alle dimensioni della barca stessa
  • la deriva pivotante che rendeva la barca "spiaggiabile"
  • la motorizzazione fuoribordo che semplificava la manutenzione


E' stato realizzato inizialmente con deriva pivotante (mobile) e successivamente (verso la fine degli anni settanta) con bulbo fisso. L'armo è sempre a sloop ed è realizzato in due diverse versioni: armo in testa d'albero (le prime produzioni destinate ad un uso crocieristico) ed armo a 7/8 le ultime serie (barche destinate ad un uso più allargato crociera/regata).



Nel corso degli anni (tanti)  ha mostrato di essere un progetto molto valido, e duraturo, infatti delle diverse centinaia di barche prodotte, la stragrande maggioranza è ancora in attività nei vari porti e porticcioli d'Italia. 
E' ancora una barca appetibile e con un buon mercato dell' usato, anche per le sue doti di: 
  • Costi iniziali molto molto contenuti
  • Costi di esercizio contenuti
  • Elevata rivendibilità
  • Equipaggiamento completo
  • Buone doti nautiche
  • Buona vivibilità all'aperto



SCHEDA TECNICA
lunghezza f.t. 6,14 m
lunghezza al galleggiamento 6,05 m
baglio max. 2,34 m
tipo di chiglia deriva mobile
pescaggio standard 1,10 m
pescaggio minimo 0,48 m
dislocamento 1080 kg


Comunque se sei interessato e vuoi sapere tutto sul Piviere vai sul suo forum, se lo stai cercando usato lo trovi qui.

Buon Vento.

lunedì 7 aprile 2014

Navigare bene di bolina


Spesso in navigazione la nostra meta si trova nella direzione da cui proviene il vento e per raggiungerla occorre navigare di  bolina, ma è proprio in questa andatura che è facile commettere errori che possono rallentarci molto.
Siamo sicuri di saper sempre gestire la navigazione di bolina al meglio delle possibilità della nostra barca?
Esistono alcune accortezze da seguire che ci permettono di ottimizzare la nostra navigazione, eccone alcune.



RIDURRE LO SBANDAMENTO
E' lo sbandamento, il vero problema durante la bolina. Uno sbandamento oltre i 20° riduce drasticamente le prestazioni di un’imbarcazione: se il vento sta aumentando e vi rendete conto che la barca è più inclinata del dovuto, dovete agire immediatamente sulle vele. Tesate il paterazzo, in modo da flettere l’albero e smagrire la randa, cazzate la base e lascate la scotta randa (e il carrello) per svergolarla, finché la stecca in alto non sarà parallela al boma. Dovete intervenire anche sul fiocco (si presuppone che ne abbiate armato uno a bassa sovrapposizione, visto il vento forte), tesandolo e svergolandolo sui profili più alti: cazzatelo bene e spostate il carrello verso poppa
Se non basta, dare una o anche due mani di terzaroli, rollare il fiocco (in caso di rollafiocco) o armarne uno più piccolo.



NAVIGARE CON L’ONDA AL MASCONE
Se stiamo navigando in bolina con onda proveniente dalla direzione del vento, le onde colpiscono lo scafo al mascone. Questo si traduce in un aumento dell’angolo di incidenza del vento apparente in un cosiddetto “effetto rollio”. Chi sta al timone, deve stare molto attento, alla prima distrazione, potrebbe inchiodare la barca che scarroccerà inesorabilmente. Occorre orzare salendo dolcemente sull’onda (il vento rinforza gradualmente dal cavo alla cresta) per poi poggiare lungo la discesa, guadagnando la velocità sufficiente per affrontare nuovamente la salita. Meglio operare anche sulla randa, cazzando la scotta sulla cresta e lascandola nel cavo.



VMG
Spesso si tende a privilegiare la velocità della barca alla VMG (Velocity Made Good), ovvero la proiezione della velocità sull’asse del vento. Questo non è un problema se, per raggiungere il punto stabilito, non dobbiamo virare, ma in caso di bordeggio dobbiamo considerare il guadagno reale. Per ottimizzare la nostra VMG dobbiamo conoscere bene i diagrammi polari della barca; troveremo facilmente il giusto compromesso tra angolo e passo qualunque siano le condizioni di vento e mare.



NAVIGAZIONE CON POCO VENTO
Con arie leggere in linea di massima abbiamo bisogno di vele grasse, almeno in fase di accelerazione. Una volta che la barca avrà acquisito velocità, l’aumento del vento apparente ci consentirà di appiattire un poco le vele guadagnando gradi di prua. In questo caso è bene svergolare la randa nella parte alta agendo sul carrello, che va tirato sopravvento rispetto alla linea mediana del trasto. Un buon riferimento da prendere è l’allineamento del boma rispetto alla proiezione al paterazzo, anche se alcune imbarcazioni forniscono prestazioni addirittura migliori se il boma è portato ancora più sopravvento.
In queste situazioni con poco vento, il genoa è in grado di fare la differenza in termini di prua e velocità. Occorre renderlo più grasso mollando il paterazzo ed eventualmente qualche centimetro di drizza e spostate il carrello verso prua in modo da diminuire lo svergolamento in alto. 
Importantissimo: seguite ogni calo o aumento di pressione cazzando e lascando le scotte del fiocco. Stesso discorso, in fatto di regolazione, vale per la randa.

Buon Vento.

venerdì 4 aprile 2014

Come nascono e viaggiano le onde marine


Cosa siano le onde marine lo sappiamo tutti, ma chi di noi può veramente dire di sapere come nascono, come si propagano, perché si infrangono, quali sono i fattori che le influenzano... Se avete queste lacune sull'argomento e volete colmarle vi consiglio di leggere queste interessanti informazioni reperite in quell'immenso contenitore di conoscenza che è Internet.




ARTICOLO DI Paolo Andrea Gemelli pubblicato su Liguria Nautica
Il ciclo di vita di un’onda può essere diviso in varie fasi: 
  • la formazione dovuta all’effetto del vento, 
  • il progressivo accrescimento fino al raggiungimento di una dimensione massima, 
  • il viaggio attraverso il mare e 
  • la successiva perdita di altezza fino al momento in cui, sotto forma di mare lungo, l’onda si infrangerà sulla linea costiera.
Seguendo questo viaggio è allora possibile distinguere diverse tipologie di onde individuando con chiarezza alcuni elementi che, alla base dell’evoluzione dei sistemi ondosi, ne influenzano la struttura.

L’altezza ed il periodo di un’onda formata in acqua profonda dal vento dipendono da tre fattori:
-          la velocità media del vento
-          la durata del tempo per il quale il vento spira o ha spirato
-          il fetch: l’estensione dell’area di mare libero (senza ostacoli come terre emerse) sulla quale il vento può agire e l’onda propagarsi...

Se vi interessa continuate a leggere l'articolo qui




Se qualcosa ancora non vi è chiaro, e volete sapere davvero tutto sulle onde, allora armatevi di pazienza, prendetevi il vostro tempo  ed andate a leggere qui.

Buon Vento.

mercoledì 2 aprile 2014

Partecipa alla Roma per 1 (Virtuale)


Debutta quest'anno la  "Roma per 1"  una nuova (e prima in Italia) competizione per navigatori solitari che si affianca alle classiche "Roma per 2" e "Roma per tutti" arrivate ormai alla XXI edizione.  
Ma le novità non finiscono qui; la nuova regata si potrà disputare anche in modalità virtuale, ed anche in questo sarà un innovazione: sarà la prima regata virtuale italiana. 


Stesso percorso, stesse coordinate e stesse condizioni meteo per i solitari virtuali che vorranno prendere parte alla prima edizione della regata virtuale della "Roma per 1"
E così il 6 aprile ad attraversare la linea di partenza per le 531 miglia da Riva di Traiano a Lipari andata e ritorno potranno esserci anche gli skipper virtuali che attraverso una semplice iscrizione al sito www.virtualregatta.com potranno prendere parte alla regata.


E non pensate che si tratti di una passeggiata, in gara troverete pane per i vostri denti velici: i regatanti, infatti, provengono da tutto il mondo e molti di loro sono dei veri professionisti del gioco, come il francese N53 che ha appena concluso il suo giro del mondo virtuale con il maxi-trimarano Sodebo (stabilendo il record) in 56 giorni 16 ore 31 minuti e 47 secondi di navigazione virtuale.



"Abbiamo cambiato passo e ne siamo contenti – spiega il Presidente del Circolo Nautico Riva di Traiano Alessandro Farassino – perché stiamo un po' cambiando il nostro approccio non solo alla regata, ma a tutto quello che definirei la 'vita a vela'. Siamo stati i primi ad organizzare una grande regata in solitario in Italia e siamo i primi a farlo anche nella realtà virtuale". 



Se ne volete sapere di più continuate a leggere qui, se siete già convinti, allora sbrigatevi ad iscrivervi perchè la regata inizia il 6 aprile, ed in questo momento sono iscritti già 6788 agguerritissimi (v)skippers!


Buon Vento.