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giovedì 4 febbraio 2016

Procedure VHF

Abbiamo parlato da poco dell' utilizzo del VHF
oggi vediamo nel dettaglio le 

COMUNICAZIONI DI SOCCORSO, DI URGENZA E DI SICUREZZA IN RADIOTELEFONIA



Generalita'
Il traffico radiotelefonico di emergenza si svolge sul CANALE 16 in VHF (156.8 MHz) e sulla frequenza di 2.182 kHz per radiocomunicazioni in SSB in onde medio - corte. Dobbiamo precisare che le radioonde della banda delle onde cortissime (VHF) si propagano in linea retta e quindi non raggiungono grandi distanze anche se l’antenna di irradiazione è collocata in posizione elevata; mentre le radioonde delle comunicazioni in SSB, riescono a superare gli ostacoli naturali e possono perciò propagarsi a lunghe distanze. Le comunicazioni tra stazioni di nave e stazioni costiere devono essere effettuate in VHF quando la distanza è inferiore alle 30 miglia, questo è necessario per limitare l’affollamento dei radiocollegamenti in onde medio - corte (SSB). Durante la navigazione il radiotelefono di bordo deve essere sempre acceso e sintonizzato sulla frequenza di soccorso (CANALE 16) e per facilitare la ricezione di eventuali richieste di aiuto provenienti da unità in pericolo é tassativamente vietato trasmettere nei periodi di tempo compresi fra i minuti 00 - 03 e 30 -33 di ogni ora.



Il canale 16
può essere usato anche per la chiamata e la risposta tra stazioni, in questo caso per facilitare la ricezione delle chiamate di soccorso, tutte le trasmissioni su tale frequenza devono essere ridotte al minimo e non superare il minuto. Prima di trasmettere sul canale di soccorso una stazione deve rimanere in ascolto per un periodo di tempo sufficiente per essere certa che non sia in corso nessun traffico di soccorso. Dopo aver effettuato il collegamento tra stazioni sulla frequenza 156.8 MHz si deve passare a trasmettere su altro canale mantenendo comunque l’ascolto sul CANALE 16.

Tecnica operativa
Di seguito indichiamo la procedura per lo svolgimento del traffico in r.t.f. in VHF e in SSB per i messaggi di soccorso, urgenza e sicurezza, ricordando che cambia solo la frequenza di lavoro(156.8 MHz per il VHF; 2.182 kHz per l’apparato SSB).

Chiamata e messaggio di soccorso
La chiamata di soccorso e il successivo messaggio di soccorso devono essere trasmessi sul CANALE 16 e ripetuti ad intervalli fino a quando non si riceve il ricevuto da un’altra stazione. L’una e l’altro stanno ad indicare che una unità si trova in pericolo grave e chiede immediati aiuti, hanno pertanto la precedenza assoluta su tutte le comunicazioni. La chiamata di soccorso è trasmessa solo per ordine del comandante o della persona responsabile dell’unità. 

La chiamata di soccorso comprende:

  • il segnale di soccorso MAYDAY (pronuncia: MEDE’), ripetuto tre volte
  • la parola QUI ( o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio); 
  • l’indicativo di chiamata (nominativo internazionale), o qualsiasi altro segnale di identificazione della nave (nome proprio dell’unità), pronunciato tre volte.

Esempio:

  • MAYDAY MAYDAY MAYDAY
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA 


Il messaggio di soccorso comprende:
  • il segnale di soccorso MAYDAY (pronuncia MEDE’);
  • il nominativo dell’unità in pericolo;
  • le coordinate geografiche dell’unità in pericolo;
  • la natura del pericolo ed il genere degli aiuti richiesti;
  • ogni altra informazione atta a facilitare il soccorso


Esempio:

  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’WEST
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA


In conclusione la procedura sarà la seguente:

  • MAYDAY MAYDAY MAYDAY
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’ WEST
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA


L’operatore che intercetta una chiamata di soccorso deve:
  • sospendere immediatamente le emissioni sul CANALE 16
  • continuare l’ascolto per ricevere il messaggio di soccorso, 
  • e se la propria unità si trova vicino all’unita in pericolo dare il RICEVUTO.

Il RICEVUTO si da trasmettendo nell’ordine:

  • il nominativo dell’unità in pericolo ripetuto tre volte;
  • la parola QUI (o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio);
  • il nominativo della propria imbarcazione, ripetuto tre volte;
  • la parola RICEVUTO ( oppure il gruppo RRR compitato ROMEO ROMEO ROMEO, se sussistono difficoltà di linguaggio);
  • il segnale di soccorso MAYDAY.

Esempio:

  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • QUI o (DE)
  • LUISA LUISA LUISA
  • RICEVUTO o (RRR) MAYDAY


Appena ricevuto il messaggio di soccorso, l’unità dopo aver dato il RICEVUTO si appresta a recarsi sul luogo del sinistro a meno che tale azione non metta in pericolo l’imbarcazione stessa. 
Appena possibile deve trasmettere all’unità in pericolo un messaggio contenente le seguenti informazioni:

  • il proprio nominativo;
  • le proprie coordinate geografiche;
  • la velocità con cui si dirige verso l’unità in pericolo; 
  • il tempo presubilmente necessario per raggiungerla


Esempio:

  • LUISA 
  • 47°20’NORTH 012°25’WEST 
  • VELOCITA’ VENTI NODI 
  • RAGGIUNGEREMO VOSTRA POSIZIONE FRA TRENTA MINUTI CIRCA


In conclusione la procedura sarà la seguente:

  • AMELIA AMELIA AMELIA 
  • QUI o (DE) 
  • LUISA LUISA LUISA 
  • RICEVUTO o (RRR) 
  • MAYDAY 
  • LUISA 
  • 47°20’NORTH 012°25’WEST 
  • VELOCITA’ VENTI NODI 
  • RAGGIUNGEREMO VOSTRA POSIZIONE FRA TRENTA MINUTI CIRCA


Se l’unità in pericolo si trova a notevole distanza, l’imbarcazione che ha intercettato il messaggio di soccorso segue la seguente procedura:

  • Attende che un’altra stazione radio più vicina dia il RICEVUTO;
  • Si mette a disposizione della stazione che assume la direzione del traffico di soccorso (solitamente una stazione costiera);
  • trasmette il RICEVUTO del messaggio di soccorso se in un tempo ragionevolmente breve nessuna stazione ha provveduto in tal senso; 
  • rilancia il messaggio di soccorso.

Il messaggio di soccorso si rilancia , trasmettendo nell’ordine:

  • il segnale MAYDAY RELAY (pronuncia: MEDE’ RELE’), ripetuto tre volte;
  • la parola QUI (o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio);
  • il messaggio di soccorso ricevuto dall’unità in pericolo.


Esempio:

  • MAYDAY RELAY MAYDAY RELAY MAYDAY RELAY
  • QUI o (DE)
  • LUISA LUISA LUISA
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’ WES
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO
  • CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA

La trasmissione di un messaggio di soccorso da parte del Comandante di una imbarcazione diversa da quella in pericolo può essere effettuata anche quando si presume che la stazione in pericolo non è in grado di trasmettere il messaggio di soccorso oppure quando si considera che siano necessari altri aiuti (ad esempio, la caduta di un aereo, l’affondamento rapido di una imbarcazione, lo scoppio improvviso di una barca ecc. ecc.). 
La stazione che dirige il traffico, quando lo ritiene necessario, può imporre il silenzio sia a tutte le stazioni in zona sia ad una stazione che disturba il traffico stesso. 
In questi casi deve essere usato il segnale SILENCE MAYDAY (pronuncia: SILANS MEDE’). 

Esempio di imposizione del silenzio a tutti:

  • A TUTTE LE STAZIONI SILENCE MAYDAY


Esempio di imposizione del silenzio ad una sola stazione:

  • LUISA SILENCE MAYDAY


Quando il traffico di soccorso è finito la stazione che aveva imposto il silenzio radio trasmette sulla frequenza di soccorso un messaggio indirizzato a tutti per avvertire che può essere ripreso il lavoro normale.

Segnale e chiamata d’urgenza.
Il segnale di urgenza in radiotelefonia è composto dalla parola PAN (pronuncia: pan) ripetuta tre volte sulla frequenza internazionale di soccorso (canale 16 del VHF o 2.182 kHz per l’apparato SSB). Il segnale di urgenza deve essere trasmesso soltanto su ordine del Comandante o della persona responsabile dell’imbarcazione. Ha la precedenza su tutte le altre comunicazioni eccetto quelle di soccorso. Il segnale di urgenza indica che la stazione che chiama sta per trasmettere un messaggio urgentissimo riguardante la sicurezza di una imbarcazione o di una o più persone. Tale segnale può essere indirizzato a tutte le stazioni o ad una determinata stazione. Le stazioni che sono in ascolto di un segnale di urgenza devono premurarsi di non disturbare la trasmissione del messaggio che segue. Nel caso in cui ci si trovi in un’area ad intenso traffico radiotelefonico o se trattasi di un messaggio lungo o di avviso medico tale messaggio verrà tuttavia trasmesso su un canale di lavoro (indicato subito dopo l’emissione del segnale d’urgenza).
Esempio:

Messaggio indirizzato a tutte le stazioni:

  • PAN PAN PAN
  • A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI
  • QUI o (DE)
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • NON SI HANNO NOTIZIE NAVE AMELIA IN RITARDO DA TRE GIORNI SU ROTTA BRINDISI MONFALCONE TUTTE LE UNITA’ IN NAVIGAZIONE NELLA ZONA SONO PREGATE PRESTARE MASSIMA ATTENZIONE ED AVVISARE LE AUTORITA’ MARITTIME


Messaggio indirizzato a una determinata stazione:

  • PAN PAN PAN
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • DIRETTI MONFALCONE POSIZIONE 45°10’ NORD 013°20’ EST ROTTA 020 VELOCITA’ 10 NODI ELETTRICISTA CADUTO DA ALTEZZA TRE METRI IMPOSSIBILITATO MUOVERSI CHIEDIAMO IMMEDIATO TRASBORDO AEREO PER CURE ADEGUATE


Segnale e messaggio di sicurezza
Il segnale di sicurezza in radiotelefonia è composto dalla parola SECURITE’ (pronuncia: securitè) ripetuta tre volte sulla frequenza internazionale di soccorso (canale 16 del VHF o 2.182 kHz per l’apparato SSB). Il segnale di sicurezza indica che la stazione che chiama sta per trasmettere un messaggio riguardante la sicurezza della navigazione, bollettino del mare, avvisi meteorologici importanti o avvisi urgenti ai naviganti. Quando è possibile, è opportuno che il messaggio che segue il segnale di sicurezza sia trasmesso su una frequenza di lavoro.

Esempio di Messaggio indirizzato a tutte le stazioni:

  • SECURITE’ SECURITE’ SECURITE’
  • A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI
  • QUI o (DE)
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • IN DATA ODIERNA ALLE ORE 0900UTC AVVISTATO CONTAINER ALLA DERIVA IN POSIZIONE 45°20’ NORD 013°10’ EST PREGASI DI NAVIGARE IN ZONA CON LA MASSIMA ATTENZIONE


Messaggio indirizzato a una determinata stazione:

  • SECURITE’ SECURITE’ SECURITE’
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • IN DATA ODIERNA ALLE ORE 0900UTC AVVISTATO CONTAINER ALLA DERIVA IN POSIZIONE 45°20’ NORD 013°10’ EST PRESUMIBILE SPOSTAMENTO VERSO SUD-EST VELOCITA’ UN NODO


Vogliamo ricordare che le stazioni costiere annunciano i messaggi riguardanti la sicurezza della navigazione, bollettino del mare, avvisi meteorologici importanti (esempio AVVISO DI BURRASCA) o avvisi urgenti ai naviganti sul canale di soccorso e li diffondono sui rispettivi canali di lavoro
Il navigante dovrà pertanto sintonizzarsi su una delle frequenze di lavoro comunicate dalla stazione costiera mantenendo comunque l’ascolto sulla frequenza internazionale di soccorso (CANALE 16).

Buon Vento.

domenica 6 dicembre 2015

L’utilizzo del VHF

Il  VHF  (Very High Frequency), è la radio di bordo  in tutte le imbarcazioni di qualunque dimensione.



In passato la radio veniva installata a bordo di tutte le imbarcazioni iscritte al R.I.D. (Registro Imbarcazioni da Diporto), tenuto presso le Capitanerie di porto, previo rilascio della licenza d’esercizio cui corrispondeva il pagamento di un canone
La licenza era rilasciata da una delle due compagnie italiane, la SIRM e la TELEMAR
Successivamente una serie di leggi ha facilitato l’installazione a bordo del VHF per fini di sicurezza, tuttavia, l’uso smodato di questo apparecchio da parte dei diportisti italiani ne ha praticamente capovolto la funzione al punto che è diventato strumento per far giocare i bambini in crociera, per fare versi corporali, cantare canzoni, raccontare barzellette e ricette. E’ molto triste rendersi conto, nei luoghi di vacanza all’estero, che le voci che si sentono insistentemente alla radio, spesso impegnate in argomenti futili, sono sempre e solo italiane. Val la pena ricordare che il VHF può salvare delle vite umane, essendo uno strumento di comunicazione fruibile in alto mare.



Avendo una portata ottica, le antenne devono vedersi, quindi la distanza di comunicazione è limitata a poche miglia, di solito 15/20 secondo la potenza di uscita ed il tipo di apparecchio. Il linguaggio da utilizzarsi nelle comunicazioni radio è stato frutto di un’evoluzione precisa, tale da permettere la comunicazione anche tra operatori di diversa lingua e cultura, in modo che standardizzando le procedure anche una traduzione non proprio precisa mette in condizione l’ascoltatore di individuare una serie di parole uniche.

Occorre sempre ricordare che è fatto obbligo di osservare il silenzio radio nei “primi tre minuti delle ore e delle mezz’ore”, in modo da permettere un ascolto più pulito delle imbarcazioni lontane che necessitano assistenza.

Il VHF lavora differentemente dal telefono: la conversazione viene effettuata su vari canali definiti simplex che permettono, cioè, solamente di parlare oppure ascoltare; la selezione avviene per mezzo di un pulsante e la cessione del canale avviene per mezzo di parole in codice; è necessario attendere che il nostro interlocutore abbia terminato la frase e ci abbia ceduto la conversazione
I canali dedicati alla navigazione sono diversi e sono predefiniti. Si possono trovare apparecchi che indicano la frequenza di lavoro oppure un numero che indica un canale che a sua volta corrisponde ad una data frequenza. Nel selezionare un canale occorre ricordare che esistono canali riservati al solo traffico di sicurezza, un canale riservato alla sola chiamata ed al traffico di sicurezza (il canale 16) e canali riservati alla conversazione nave-nave e nave-terra.



Nelle conversazioni tra imbarcazioni che navigano di conserva è consigliabile decidere un canale di servizio su cui effettuare il traffico senza impegnare tutto l’etere. Il VFH ha varie potenze di uscita; le potenze di uscita determinano la distanza coperta dalle onde radio che si propagano concentricamente all’ antenna e sono di tipo circolare. Per capire l’irraggiamento delle onde del VHF basta osservare le onde prodotte da un sassolino che cade in acqua. Allo stesso modo le onde del VHF si propagano nell’ aria nel momento in cui viene attivato il segnale VHF, più le antenne impegnate sono alte, più le onde radio si propagheranno e se le onde, nel loro cammino, incontreranno ostacoli più o meno importanti, esse saranno disturbate in maniera più o meno importante. Va da se che se dobbiamo conversare con un’imbarcazione che naviga a poche miglia da noi, non è necessario impostare la potenza massima di uscita ma sarà sufficiente la minima.

Per mantenere un orecchio, comunque, sul canale universale di chiamata e soccorso è sufficiente impostare il VHF nel modo doppio ascolto. Questa modalità ci permetterà di mantenere in ascolto il canale 16 universale, mentre manterremo i contatti sul canale riservato con l’imbarcazione che naviga di conserva
La chiamata avviene ripetendo per tre volte il nome della stazione chiamata, sia essa una barca o una stazione di terra. Al nome della stazione chiamata segue il nome del chiamante e la parola “passo” oppure “cambio” che servono a “cedere” la comunicazione al nostro interlocutore il quale, diversamente, attenderà all’altro capo pensando che non abbiamo ancora finito di parlare.

Dobbiamo ricordare che la chiamata viene fatta una sola volta parlando con chiarezza e lentamente; se non segue risposta è inutile insistere chiamando continuamente, piuttosto aspettiamo due minuti e ritentiamo la chiamata.

Riceveremo una chiamata trasferendo la conversazione su uno dei canali di servizio.

Se chiamiamo una stazione di terra o se siamo chiamati da una stazione di terra, attenderemo dalla stazione l’indicazione del canale di lavoro prescelto.

Buon Vento.

martedì 30 giugno 2015

Un'altra estate con il bollino blu




E' iniziata la terza estate con il bollino blu, lo strumento (temporaneo) ideato per limitare il ripetersi di controlli sulla stessa barca da parte delle autorità.

Lo strumento istituito con uno degli ultimi decreti del Governo Monti voluto dall'allora Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera, doveva durare una stagione, giusto il tempo di emanare le direttive che avrebbero dovuto coordinare l'azione delle motovedette delle diverse autorità in mare in modo che queste non si sovrapponessero. A distanza di due anni le direttive non sono state scritte e il "Bolino blu" si avvia a essere l'ennesima misura temporanea a lungo termine.



L'UCINA (la Confindustria nautica) conferma che lo strumento funziona anche se, l'efficacia sembra essere a macchia di leopardo e dipende molto dai comandanti delle unità locali.



Il "Bollino blu" di quest'anno sarà leggermente diverso da quello dell'anno scorso, ha fatto sapere il Ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio con una nota. 

La novità di quest'anno è che il Bollino Blu riguarderà anche le società di charter.

Buon Vento.

lunedì 18 maggio 2015

Montalto, non per tutte le vele!

Che Montalto sia un posto dove si fa vela, ormai lo sanno in tanti.

Quello che alcuni ancora non sapevano invece è il fatto che Montalto è si un posto per la vela, ma solo per barche a vela con deriva mobile!



Non lo sapevano i tre navigatori rumeni che giovedì sera, provenienti da Porto Santo Stefano, giunti davanti alla foce del Fiora hanno deciso di entrare dentro (ma l'ecoscandaglio, le mappe, il portolano???).



Ovviamente Nemo, il loro First 40.7 pescando 2,40 metri si è immediatamente piantato al centro dei 2 bracci a mare dove il fondale oscilla intorno a 1,5 metri.



A quel punto, da giovedì sera a sabato sera è stato tutto un susseguirsi di tentativi per riuscire a disincagliarsi, cercando di sfruttare le fasi di alta marea e le onde che non mancano mai presso la nostra foce. Ma tutto inutile.

Venerdì notte è giunto anche il nucleo dei vigili del fuoco di Viterbo, coadiuvato dal locale presidio della Capitaneria di porto (che per tutto il tempo ha tenuto sotto controllo la situazione).   



L'avventura si è conclusa finalmente sabato sera, quando la barca è stata liberata tramite l'azione congiunta di due pescherecci che la hanno trainata fuori della foce mentre altre imbarcazioni la tenevano sbandata tramite una cima legata alla drizza randa.



Alla fine la barca è ripartita in direzione Civitavecchia, ringraziando tutti i volontari (Vincenzo, Fabrizio, Stefano,  Carlo, Vincenzo, Aldo, Emanuele, e altriche si sono impegnati nel salvataggio, e portando con se una nuova informazione per tutto il mondo:


A Montalto c'è brava gente che alla fine ti tira fuori dai guai!






Buon Vento.

venerdì 8 maggio 2015

Principi base per regolare l' albero

Come regolare l’ albero una volta che abbiamo verificato il buono stato di ogni componente del rigging
Una corretta sinergia tra la regolazione laterale e quella longitudinale (preflessione) dell’albero permette di avere una randa con un profilo conforme alle diverse intensità del vento. 
Una randa con forma appropriata permette di condurre con facilità le barca, perché lo scafo reagirà al meglio agli stimoli del timone
La regolazione inizia a terra trovando la centralità laterale dell’albero e sistemando in modo corretto il piede
Poi si esce in mare per verificare la forma dell’albero quando le vele sono sotto pressione, agendo su sartie, volanti e paterazzo per effettuare eventuali correzioni.
Di seguito un interessante articolo trovato su Internet con spiegati tutti i passi per una corretta regolazione.






Buon Vento.

giovedì 30 aprile 2015

Guida alla lunghezza delle cime in barca

Non sai con precisione quanti metri di cima acquistare per le tue scotte e le tue drizze? Ti possiamo aiutare a calcolare la lunghezza che ti serve!

Innanzitutto è importante conoscere alcune misure della propria barca:
  • P= altezza dal boma all'uscita della drizza randa
  • E= lunghezza dall'albero all'uscita del tesabase
  • J= distanza dal fronte dell'albero alla landa di prua
  • I= altezza dalla base dell'albero all'uscita della drizza genoa
  • A= lunghezza dello strallo di prua
  • ISP= altezza dalla base dell'albero all'uscita della drizza spi
  • LOA= lunghezza della barca


A questo punto è sufficiente seguire le seguenti tabelle per avere un'indicazione approssimativa della lunghezza delle manovre.

RANDA:
  • Lunghezza scotta (Paranco 4:1 alla fine del boma) = E x 5,6
  • Lunghezza scotta (Paranco 6:1 alla fine del boma) = E x 8,4
  • Lunghezza scotta (Paranco 4:1 a metà del boma) = E x 4,3
  • Lunghezza scotta (Paranco 6:1 a metà del boma) = E x 5,7
  • Lunghezza drizza (in metri) = LOA (in piedi)
  • Tesabase E x 2
  • Wang E x 2
  • Cunningham
  • Borosa  (prima mano terzaroli) E x 2,5
  • Borosa  (seconda mano terzaroli) E x 3
es. una barca lunga 10 piedi avrà una drizza randa lunga 10 metri

FIOCCO/GENOA:
  • Lunghezza scotta (Roller da crociera) = LOA x 1,40
  • Lunghezza scotta (Genoa da regata 155%) = LOA x 1,20
  • Lunghezza scotta (Genoa da regata 135%) = LOA x 1,15
  • Lunghezza scotta (Genoa da regata 100%) = LOA x 1,05
  • Lunghezza drizza A + I + distanza dall' albero al pozzetto
N.B. Aumenta del 20% queste lunghezze se la scotta passa attraverso un bozzello a poppa.

SPI/GENNAKER:
  • Lunghezza scotta (Spi) = LOA x 2,00
  • Lunghezza scotta (Gennaker – strambata dentro) LOA x 2,30
  • Lunghezza scotta (Gennaker – strambata fuori) LOA x 2,7
  • Lunghezza bracci = LOA x 1,80
  • Lunghezza drizza ISPx2 + distanza dall'albero al pozzetto
CAVI DI ORMEGGIO:
  •   Cima di ormeggio  =  LOA X 1,25

Buon Vento.

venerdì 24 aprile 2015

Controlli inizio stagione

Si approssima la stagione estiva, e presto torneremo a navigare, ma per la sicurezza e per il divertimento dell’equipaggio vogliamo preparare a dovere la barca così da non avere imprevisti spiacevoli e prevenire eventuali rotture. 

Ecco le cose da controllare assolutamente, prima dell' inizio della stagione, o comunque dopo un periodo di non utilizzo della barca.



ATTREZZATURA DI COPERTA
Per una buona fluidità delle manovre in cima alla lista deve esserci la revisione totale dell’attrezzatura di coperta
  1. Partiamo dai  bozzelli: se avete usato bozzelli low cost è possibile che il sole il vento e la pioggi, li abbiano cotti e un carico più forte possa romperli.
    Controllate se la plastica dove scorre la cima presenta piccole crepe o è usurata. 
  2. Gli stopper delle drizze vanno spruzzati all’interno con liquido sbloccante per favorirne una rapida apertura. 
  3. Stessa operazione va fatta alle varee del tangone, verificando che il meccanismo di chiusura e apertura funzioni in maniera fluida. 
  4. Check obbligatorio anche per i moschettoni delle drizze
  5. Controllate la piomba o il nodo delle drizze, se la cima negli ultimi metri è usurata girate la drizza per sfruttare la parte ancora poco usata. 
  6. Per chi ha un paterazzo con paranco in tessile, lavare con acqua dolce i bozzelli e lubrificarli con un prodotto apposito, controllare che l’impiombatura o i nodi sui grilli non presentino segni di abrasione.


VELE
Uno sguardo alle vele servirà a trovare piccoli strappi, segni di abrasione, che con vento forte potrebbero trasformarsi in un problema. 
  1. Controllare in particolare le tasche delle stecche
  2. l’infieritura dei fiocchi dovrà essere perfettamente integra per consentire alla vela di salire e scendere velocemente, da lavare con un panno bagnato in acqua dolce per eliminare il sale e applicare la paraffina. 
  3. Gli spinnnaker andranno controllati palmo a palmo per rintracciare la minima fessura che su queste vele può diventare uno squarcio in un attimo.


ALBERO
  1. Partiamo dalle sartie. Verificate che i tornichetti girino bene, da sciacquare e lubrificare a dovere pulendo a mano eventuali macchie di ossido. Controllate che il cavo non presenti segni di usura in prossimità dei martelletti, verificate lo strallo di prua sia in testa d’albero che all’attacco in coperta. 
  2. Un giro sull’albero è consigliabile, dando un occhio particolare all’attacco delle crocette e a quelli di sartie  e stralli di prua e poppa. Se l’albero non è in alluminio anodizzato, andare a ritoccare eventuali erosioni della protezione.
  3. Se poi volete controllare il vostro albero veramente da capo a piedi, leggetevi questo dettagliatissimo articolo (in due parti) con tutto quanto c'è da sapere sul vostro albero.
Buon Vento.

venerdì 20 marzo 2015

Rig Angel, l'antistrambata



Una strambata violenta può causare seri danni alla barca sino al limite di determinarne il disalberamento
Adesso questo pericolo si può prevenire con Rig Angel, il sistema per assorbire l'energia di una strambata incontrollata. 



Rig Angel è un sistema molto semplice, ma efficace per ammortizzare una strambata. Lo strumento consiste in un nastro di Dyneema chiuso in un contenitore e posto tra il bozzello del paranco di scotta e il punto di mura di questo sul boma. 



Semplicissimo da installare tra il boma ed il paranco di randa, l'involucro di Rig Angel è concepito in modo da aprirsi, al carico prestabilito, quando il boma scarta violentemente da una parte. Una volta aperto, ammortizza la fine della corsa del boma impedendogli di fare danni al rig.

Rig Angel è disponibile in diverse misure. Per le barche delle misure che interessano a noi (6-9 m.) i dati sono questi:

  • Carico di intervento: kg 550
  • Carico di rottura: kg 2500
  • Lunghezza: mm 200
  • Peso: g 60

Se vi interessa lo trovate da Osculati.

Buon Vento.