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venerdì 18 marzo 2016

Szymon Kuczynski ce l'ha fatta!


Ne avevamo già parlato quando è iniziata e ci torniamo oggi per raccontare la felice conclusione dell' avventura di Szymon Kuczynski un ventiquattrenne velista polacco che ha  circumnavigato il globo a bordo del suo Maxus 22 quasi di serie.



Il suo viaggio di 15 mesi e 28.000 miglia è terminato da poco alle Canarie dove è giunto passando per Panama, evitando quindi Capo Horn ma non gli altri quattro, compreso quello di Capo di Buona Speranza, che ha passato la notte di Natale del 2015.

Szymon ha percorso la "rotta del vento” facendo solamente una fermata e affrontando diverse complicazioni di natura tecnica e meteorologica. Quando ha lasciato l’Australia ha dovuto navigare in solitaria, senza poter contare su nessun tipo di assistenza, a causa di un guasto al sistema di comunicazione della barca; inoltre, in diverse occasioni ha affrontato tempeste e onde alte quasi 10 metri, dovendo contare solamente sulle proprie forze. Durante una di queste tempeste, ha subito diversi danni al sistema elettrico della barca che gli hanno compromesso il pilota automatico. Ma grazie al suo sangue freddo e’ riuscito a sistemare con alcuni pezzi di ricambio (incluse alcune parti di una bicicletta) tutti i problemi e a costruire una sorta di “autopilota a vento”.



Una di queste tempeste lo ha colto il giorno della Vigilia di Natale mentre stava superando il Capo di Buona Speranza. Szymon nel diario di bordo, a proposito di quel giorno, scrive: Le onde erano alte 7-9 metri. […] Ad ogni infrangersi d’onda rischiavo il rovesciamento della barca e di venire sbalzato fuori bordo. La velocita’ del vento variava tra i 45 e i 50 nodi sostenuti. Sotto le nuvole, le burrasche facevano alzare il vento anche a 55 o 60 nodi e duravano all’incirca un’ora. […] Negli ultimi 3 giorni avrò dormito al massimo 5 ore. E’ stato un enorme problema costringere me stesso a dormire anche solo per un quarto d’ora in quelle circostanze.



L’avventura di Szymon e’ stata resa possibile, oltre alle sue abilita’ di velista esperto, anche grazie alla collaborazione del cantiere polacco Northman, che ha prodotto il suo Maxus 22, e lo yacht designer Jacek Daszkiewicz, che hanno apportato qualche modifica alla barca per permetterle di affrontare la difficile traversata oceanica. Nonostante le sue dimensioni ridotte, l’Atlantic Puffin si e’ comportato egregiamente, mostrando eccellenti capacita’ di navigazione e una buona velocità durante tutta la circumnavigazione.



Le modifiche apportate alla barca sono state un rinforzo dell' albero, sartiame e attrezzatura di coperta, la creazione di zone stagne, è stato reso stagno anche l’ingresso della barca, sono stati montati due timoni, è stato montato un oblò di evacuazione a poppa (come nei Mini).

I numeri di questa avventura sono questi:
Miglia percorse in totale: 28.597 
Velocità media: 4,26 nodi
Media miglia giornaliere: 101,8
Ore crociera: 6713 
Paesi toccati:  Canarie, Martinica, Panama, Isole Marchesi, Australia, Christmas Island, Cape Verde

Le tappe del viaggio sono state queste:
24.11.2014 – 20.12.2014 – Las Palmas – Martynique
7.03.2015 – 17.03.2015 Martynique – Panama
12.052015 – 2.072015 Panama – Marquesas Islands
8.07.2015 – 31.082015 Marquesas Islands – Australia
28.09.2015 – 12.10.2015 – Australia – Christmas Island
20.10.2015 – 17.11.2015 – Christmas Island – Reunion
27.11.2015 – 9.02.2016 – Reunion – Cape Verde
11.02.2016 – 04.03.2016 – Cape Verde – Las Palmas


Buon Vento.

giovedì 4 febbraio 2016

Procedure VHF

Abbiamo parlato da poco dell' utilizzo del VHF
oggi vediamo nel dettaglio le 

COMUNICAZIONI DI SOCCORSO, DI URGENZA E DI SICUREZZA IN RADIOTELEFONIA



Generalita'
Il traffico radiotelefonico di emergenza si svolge sul CANALE 16 in VHF (156.8 MHz) e sulla frequenza di 2.182 kHz per radiocomunicazioni in SSB in onde medio - corte. Dobbiamo precisare che le radioonde della banda delle onde cortissime (VHF) si propagano in linea retta e quindi non raggiungono grandi distanze anche se l’antenna di irradiazione è collocata in posizione elevata; mentre le radioonde delle comunicazioni in SSB, riescono a superare gli ostacoli naturali e possono perciò propagarsi a lunghe distanze. Le comunicazioni tra stazioni di nave e stazioni costiere devono essere effettuate in VHF quando la distanza è inferiore alle 30 miglia, questo è necessario per limitare l’affollamento dei radiocollegamenti in onde medio - corte (SSB). Durante la navigazione il radiotelefono di bordo deve essere sempre acceso e sintonizzato sulla frequenza di soccorso (CANALE 16) e per facilitare la ricezione di eventuali richieste di aiuto provenienti da unità in pericolo é tassativamente vietato trasmettere nei periodi di tempo compresi fra i minuti 00 - 03 e 30 -33 di ogni ora.



Il canale 16
può essere usato anche per la chiamata e la risposta tra stazioni, in questo caso per facilitare la ricezione delle chiamate di soccorso, tutte le trasmissioni su tale frequenza devono essere ridotte al minimo e non superare il minuto. Prima di trasmettere sul canale di soccorso una stazione deve rimanere in ascolto per un periodo di tempo sufficiente per essere certa che non sia in corso nessun traffico di soccorso. Dopo aver effettuato il collegamento tra stazioni sulla frequenza 156.8 MHz si deve passare a trasmettere su altro canale mantenendo comunque l’ascolto sul CANALE 16.

Tecnica operativa
Di seguito indichiamo la procedura per lo svolgimento del traffico in r.t.f. in VHF e in SSB per i messaggi di soccorso, urgenza e sicurezza, ricordando che cambia solo la frequenza di lavoro(156.8 MHz per il VHF; 2.182 kHz per l’apparato SSB).

Chiamata e messaggio di soccorso
La chiamata di soccorso e il successivo messaggio di soccorso devono essere trasmessi sul CANALE 16 e ripetuti ad intervalli fino a quando non si riceve il ricevuto da un’altra stazione. L’una e l’altro stanno ad indicare che una unità si trova in pericolo grave e chiede immediati aiuti, hanno pertanto la precedenza assoluta su tutte le comunicazioni. La chiamata di soccorso è trasmessa solo per ordine del comandante o della persona responsabile dell’unità. 

La chiamata di soccorso comprende:

  • il segnale di soccorso MAYDAY (pronuncia: MEDE’), ripetuto tre volte
  • la parola QUI ( o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio); 
  • l’indicativo di chiamata (nominativo internazionale), o qualsiasi altro segnale di identificazione della nave (nome proprio dell’unità), pronunciato tre volte.

Esempio:

  • MAYDAY MAYDAY MAYDAY
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA 


Il messaggio di soccorso comprende:
  • il segnale di soccorso MAYDAY (pronuncia MEDE’);
  • il nominativo dell’unità in pericolo;
  • le coordinate geografiche dell’unità in pericolo;
  • la natura del pericolo ed il genere degli aiuti richiesti;
  • ogni altra informazione atta a facilitare il soccorso


Esempio:

  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’WEST
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA


In conclusione la procedura sarà la seguente:

  • MAYDAY MAYDAY MAYDAY
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’ WEST
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA


L’operatore che intercetta una chiamata di soccorso deve:
  • sospendere immediatamente le emissioni sul CANALE 16
  • continuare l’ascolto per ricevere il messaggio di soccorso, 
  • e se la propria unità si trova vicino all’unita in pericolo dare il RICEVUTO.

Il RICEVUTO si da trasmettendo nell’ordine:

  • il nominativo dell’unità in pericolo ripetuto tre volte;
  • la parola QUI (o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio);
  • il nominativo della propria imbarcazione, ripetuto tre volte;
  • la parola RICEVUTO ( oppure il gruppo RRR compitato ROMEO ROMEO ROMEO, se sussistono difficoltà di linguaggio);
  • il segnale di soccorso MAYDAY.

Esempio:

  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • QUI o (DE)
  • LUISA LUISA LUISA
  • RICEVUTO o (RRR) MAYDAY


Appena ricevuto il messaggio di soccorso, l’unità dopo aver dato il RICEVUTO si appresta a recarsi sul luogo del sinistro a meno che tale azione non metta in pericolo l’imbarcazione stessa. 
Appena possibile deve trasmettere all’unità in pericolo un messaggio contenente le seguenti informazioni:

  • il proprio nominativo;
  • le proprie coordinate geografiche;
  • la velocità con cui si dirige verso l’unità in pericolo; 
  • il tempo presubilmente necessario per raggiungerla


Esempio:

  • LUISA 
  • 47°20’NORTH 012°25’WEST 
  • VELOCITA’ VENTI NODI 
  • RAGGIUNGEREMO VOSTRA POSIZIONE FRA TRENTA MINUTI CIRCA


In conclusione la procedura sarà la seguente:

  • AMELIA AMELIA AMELIA 
  • QUI o (DE) 
  • LUISA LUISA LUISA 
  • RICEVUTO o (RRR) 
  • MAYDAY 
  • LUISA 
  • 47°20’NORTH 012°25’WEST 
  • VELOCITA’ VENTI NODI 
  • RAGGIUNGEREMO VOSTRA POSIZIONE FRA TRENTA MINUTI CIRCA


Se l’unità in pericolo si trova a notevole distanza, l’imbarcazione che ha intercettato il messaggio di soccorso segue la seguente procedura:

  • Attende che un’altra stazione radio più vicina dia il RICEVUTO;
  • Si mette a disposizione della stazione che assume la direzione del traffico di soccorso (solitamente una stazione costiera);
  • trasmette il RICEVUTO del messaggio di soccorso se in un tempo ragionevolmente breve nessuna stazione ha provveduto in tal senso; 
  • rilancia il messaggio di soccorso.

Il messaggio di soccorso si rilancia , trasmettendo nell’ordine:

  • il segnale MAYDAY RELAY (pronuncia: MEDE’ RELE’), ripetuto tre volte;
  • la parola QUI (o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio);
  • il messaggio di soccorso ricevuto dall’unità in pericolo.


Esempio:

  • MAYDAY RELAY MAYDAY RELAY MAYDAY RELAY
  • QUI o (DE)
  • LUISA LUISA LUISA
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’ WES
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO
  • CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA

La trasmissione di un messaggio di soccorso da parte del Comandante di una imbarcazione diversa da quella in pericolo può essere effettuata anche quando si presume che la stazione in pericolo non è in grado di trasmettere il messaggio di soccorso oppure quando si considera che siano necessari altri aiuti (ad esempio, la caduta di un aereo, l’affondamento rapido di una imbarcazione, lo scoppio improvviso di una barca ecc. ecc.). 
La stazione che dirige il traffico, quando lo ritiene necessario, può imporre il silenzio sia a tutte le stazioni in zona sia ad una stazione che disturba il traffico stesso. 
In questi casi deve essere usato il segnale SILENCE MAYDAY (pronuncia: SILANS MEDE’). 

Esempio di imposizione del silenzio a tutti:

  • A TUTTE LE STAZIONI SILENCE MAYDAY


Esempio di imposizione del silenzio ad una sola stazione:

  • LUISA SILENCE MAYDAY


Quando il traffico di soccorso è finito la stazione che aveva imposto il silenzio radio trasmette sulla frequenza di soccorso un messaggio indirizzato a tutti per avvertire che può essere ripreso il lavoro normale.

Segnale e chiamata d’urgenza.
Il segnale di urgenza in radiotelefonia è composto dalla parola PAN (pronuncia: pan) ripetuta tre volte sulla frequenza internazionale di soccorso (canale 16 del VHF o 2.182 kHz per l’apparato SSB). Il segnale di urgenza deve essere trasmesso soltanto su ordine del Comandante o della persona responsabile dell’imbarcazione. Ha la precedenza su tutte le altre comunicazioni eccetto quelle di soccorso. Il segnale di urgenza indica che la stazione che chiama sta per trasmettere un messaggio urgentissimo riguardante la sicurezza di una imbarcazione o di una o più persone. Tale segnale può essere indirizzato a tutte le stazioni o ad una determinata stazione. Le stazioni che sono in ascolto di un segnale di urgenza devono premurarsi di non disturbare la trasmissione del messaggio che segue. Nel caso in cui ci si trovi in un’area ad intenso traffico radiotelefonico o se trattasi di un messaggio lungo o di avviso medico tale messaggio verrà tuttavia trasmesso su un canale di lavoro (indicato subito dopo l’emissione del segnale d’urgenza).
Esempio:

Messaggio indirizzato a tutte le stazioni:

  • PAN PAN PAN
  • A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI
  • QUI o (DE)
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • NON SI HANNO NOTIZIE NAVE AMELIA IN RITARDO DA TRE GIORNI SU ROTTA BRINDISI MONFALCONE TUTTE LE UNITA’ IN NAVIGAZIONE NELLA ZONA SONO PREGATE PRESTARE MASSIMA ATTENZIONE ED AVVISARE LE AUTORITA’ MARITTIME


Messaggio indirizzato a una determinata stazione:

  • PAN PAN PAN
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • DIRETTI MONFALCONE POSIZIONE 45°10’ NORD 013°20’ EST ROTTA 020 VELOCITA’ 10 NODI ELETTRICISTA CADUTO DA ALTEZZA TRE METRI IMPOSSIBILITATO MUOVERSI CHIEDIAMO IMMEDIATO TRASBORDO AEREO PER CURE ADEGUATE


Segnale e messaggio di sicurezza
Il segnale di sicurezza in radiotelefonia è composto dalla parola SECURITE’ (pronuncia: securitè) ripetuta tre volte sulla frequenza internazionale di soccorso (canale 16 del VHF o 2.182 kHz per l’apparato SSB). Il segnale di sicurezza indica che la stazione che chiama sta per trasmettere un messaggio riguardante la sicurezza della navigazione, bollettino del mare, avvisi meteorologici importanti o avvisi urgenti ai naviganti. Quando è possibile, è opportuno che il messaggio che segue il segnale di sicurezza sia trasmesso su una frequenza di lavoro.

Esempio di Messaggio indirizzato a tutte le stazioni:

  • SECURITE’ SECURITE’ SECURITE’
  • A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI
  • QUI o (DE)
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • IN DATA ODIERNA ALLE ORE 0900UTC AVVISTATO CONTAINER ALLA DERIVA IN POSIZIONE 45°20’ NORD 013°10’ EST PREGASI DI NAVIGARE IN ZONA CON LA MASSIMA ATTENZIONE


Messaggio indirizzato a una determinata stazione:

  • SECURITE’ SECURITE’ SECURITE’
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • IN DATA ODIERNA ALLE ORE 0900UTC AVVISTATO CONTAINER ALLA DERIVA IN POSIZIONE 45°20’ NORD 013°10’ EST PRESUMIBILE SPOSTAMENTO VERSO SUD-EST VELOCITA’ UN NODO


Vogliamo ricordare che le stazioni costiere annunciano i messaggi riguardanti la sicurezza della navigazione, bollettino del mare, avvisi meteorologici importanti (esempio AVVISO DI BURRASCA) o avvisi urgenti ai naviganti sul canale di soccorso e li diffondono sui rispettivi canali di lavoro
Il navigante dovrà pertanto sintonizzarsi su una delle frequenze di lavoro comunicate dalla stazione costiera mantenendo comunque l’ascolto sulla frequenza internazionale di soccorso (CANALE 16).

Buon Vento.

domenica 6 dicembre 2015

L’utilizzo del VHF

Il  VHF  (Very High Frequency), è la radio di bordo  in tutte le imbarcazioni di qualunque dimensione.



In passato la radio veniva installata a bordo di tutte le imbarcazioni iscritte al R.I.D. (Registro Imbarcazioni da Diporto), tenuto presso le Capitanerie di porto, previo rilascio della licenza d’esercizio cui corrispondeva il pagamento di un canone
La licenza era rilasciata da una delle due compagnie italiane, la SIRM e la TELEMAR
Successivamente una serie di leggi ha facilitato l’installazione a bordo del VHF per fini di sicurezza, tuttavia, l’uso smodato di questo apparecchio da parte dei diportisti italiani ne ha praticamente capovolto la funzione al punto che è diventato strumento per far giocare i bambini in crociera, per fare versi corporali, cantare canzoni, raccontare barzellette e ricette. E’ molto triste rendersi conto, nei luoghi di vacanza all’estero, che le voci che si sentono insistentemente alla radio, spesso impegnate in argomenti futili, sono sempre e solo italiane. Val la pena ricordare che il VHF può salvare delle vite umane, essendo uno strumento di comunicazione fruibile in alto mare.



Avendo una portata ottica, le antenne devono vedersi, quindi la distanza di comunicazione è limitata a poche miglia, di solito 15/20 secondo la potenza di uscita ed il tipo di apparecchio. Il linguaggio da utilizzarsi nelle comunicazioni radio è stato frutto di un’evoluzione precisa, tale da permettere la comunicazione anche tra operatori di diversa lingua e cultura, in modo che standardizzando le procedure anche una traduzione non proprio precisa mette in condizione l’ascoltatore di individuare una serie di parole uniche.

Occorre sempre ricordare che è fatto obbligo di osservare il silenzio radio nei “primi tre minuti delle ore e delle mezz’ore”, in modo da permettere un ascolto più pulito delle imbarcazioni lontane che necessitano assistenza.

Il VHF lavora differentemente dal telefono: la conversazione viene effettuata su vari canali definiti simplex che permettono, cioè, solamente di parlare oppure ascoltare; la selezione avviene per mezzo di un pulsante e la cessione del canale avviene per mezzo di parole in codice; è necessario attendere che il nostro interlocutore abbia terminato la frase e ci abbia ceduto la conversazione
I canali dedicati alla navigazione sono diversi e sono predefiniti. Si possono trovare apparecchi che indicano la frequenza di lavoro oppure un numero che indica un canale che a sua volta corrisponde ad una data frequenza. Nel selezionare un canale occorre ricordare che esistono canali riservati al solo traffico di sicurezza, un canale riservato alla sola chiamata ed al traffico di sicurezza (il canale 16) e canali riservati alla conversazione nave-nave e nave-terra.



Nelle conversazioni tra imbarcazioni che navigano di conserva è consigliabile decidere un canale di servizio su cui effettuare il traffico senza impegnare tutto l’etere. Il VFH ha varie potenze di uscita; le potenze di uscita determinano la distanza coperta dalle onde radio che si propagano concentricamente all’ antenna e sono di tipo circolare. Per capire l’irraggiamento delle onde del VHF basta osservare le onde prodotte da un sassolino che cade in acqua. Allo stesso modo le onde del VHF si propagano nell’ aria nel momento in cui viene attivato il segnale VHF, più le antenne impegnate sono alte, più le onde radio si propagheranno e se le onde, nel loro cammino, incontreranno ostacoli più o meno importanti, esse saranno disturbate in maniera più o meno importante. Va da se che se dobbiamo conversare con un’imbarcazione che naviga a poche miglia da noi, non è necessario impostare la potenza massima di uscita ma sarà sufficiente la minima.

Per mantenere un orecchio, comunque, sul canale universale di chiamata e soccorso è sufficiente impostare il VHF nel modo doppio ascolto. Questa modalità ci permetterà di mantenere in ascolto il canale 16 universale, mentre manterremo i contatti sul canale riservato con l’imbarcazione che naviga di conserva
La chiamata avviene ripetendo per tre volte il nome della stazione chiamata, sia essa una barca o una stazione di terra. Al nome della stazione chiamata segue il nome del chiamante e la parola “passo” oppure “cambio” che servono a “cedere” la comunicazione al nostro interlocutore il quale, diversamente, attenderà all’altro capo pensando che non abbiamo ancora finito di parlare.

Dobbiamo ricordare che la chiamata viene fatta una sola volta parlando con chiarezza e lentamente; se non segue risposta è inutile insistere chiamando continuamente, piuttosto aspettiamo due minuti e ritentiamo la chiamata.

Riceveremo una chiamata trasferendo la conversazione su uno dei canali di servizio.

Se chiamiamo una stazione di terra o se siamo chiamati da una stazione di terra, attenderemo dalla stazione l’indicazione del canale di lavoro prescelto.

Buon Vento.

mercoledì 22 luglio 2015

E' arrivata una nuova barca


Il nostro socio storico Giampaolo, di recente ha venduto il vecchio veterano del Fiora, il Piviere che fu la prima barca scuola dell'associazione.



Ovviamente questo distacco doloroso è stato ben motivato, dalla necessità di una barca di livello superiore che meglio si adattasse alle cresciute esigenze della sua "banda di velisti".



Ecco perché Giampaolo è tornato con una nuova barca: un Genesi 25 della Comar (é il parente prossimo del comet 26).




Acquistata a Fiumicino è stata trasferita via mare con il vecchio proprietario Fabio



a circa metà della navigazione, sono approdati a Santa Marinella per un guasto al motore,



poi hanno fatto un altra tappa a Civitavecchia,



è da lì sono arrivati a Marina di Montalto giusto in tempo per partecipare alla V edizione della MontaltoVela.
Adesso abbiamo una intera stagione per studiarci questa bella barchetta e vedere come se la cava da noi a Marina di Montalto.

Buon Vento.

martedì 30 giugno 2015

Un'altra estate con il bollino blu




E' iniziata la terza estate con il bollino blu, lo strumento (temporaneo) ideato per limitare il ripetersi di controlli sulla stessa barca da parte delle autorità.

Lo strumento istituito con uno degli ultimi decreti del Governo Monti voluto dall'allora Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera, doveva durare una stagione, giusto il tempo di emanare le direttive che avrebbero dovuto coordinare l'azione delle motovedette delle diverse autorità in mare in modo che queste non si sovrapponessero. A distanza di due anni le direttive non sono state scritte e il "Bolino blu" si avvia a essere l'ennesima misura temporanea a lungo termine.



L'UCINA (la Confindustria nautica) conferma che lo strumento funziona anche se, l'efficacia sembra essere a macchia di leopardo e dipende molto dai comandanti delle unità locali.



Il "Bollino blu" di quest'anno sarà leggermente diverso da quello dell'anno scorso, ha fatto sapere il Ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio con una nota. 

La novità di quest'anno è che il Bollino Blu riguarderà anche le società di charter.

Buon Vento.

venerdì 12 giugno 2015

Il mare degli uomini


«Il mare degli uomini» di Andrea Iacopini è il diario emozionante del mondo dei "ministi", i solitari degli oceani che ogni due anni si sfidano nella Minitransat, regata oceanica a bordo di imbarcazioni di 6,5 metri. La Minitransat , ideata negli anni Settanta da Bob Salmon per chi non poteva accedere a sponsor milionari, è una regata tra le più classiche e affascinanti: un percorso di 4000 miglia, da Douarnenez nella Francia europea a Guadalupa, budget contenuti, poca tecnologia e molta abilità marinara.



Iacopini racconta il suo percorso di formazione velica iniziato per caso, complice uno zio velista e un gruppo di ex sessantottini, quando era poco più che ventenne. I primi bordi davanti al litorale laziale, la scoperta di un mondo di vento, onde e libertà, poi la decisione di tentare l'avventura in solitario. Un percorso con ostacoli di ogni genere: tecnici, economici e anche esistenziali per arrivare sulla linea di partenza della Minitransat 2013, l'edizione più difficile di sempre: flagellata da un meteo inclemente, da una serie impressionante di ritardi e ritiri, da colpi di scena. E per Andrea anche dall'incontro troppo ravvicinato in mezzo all'oceano con un fusto di gasolio che lo fa naufragare
Oltre alle avventure veliche, nel diario di Iacopini c'è il racconto corale del mondo dei "ministi", uomini e donne che navigano in solitario ma vivono insieme condividendo fatiche, avventure, divertimento, paure e successi. 
Un diario mai retorico e venato da una buona dose di ironia: dalle tribolazioni per trasferire la barca via strada in Francia, alle giornate a Casa Italia, punto di raccolta dei ministi italiani a Douarnenez, agli schiaffi dell'Oceano, al naufragio dove non mancano momenti surreali. "Andare per mare significa far parte di una comunità", scrive, e la consapevolezza che insieme ad altri si possono superare tutti gli ostacoli è per Andrea «Il mare degli uomini», titolo che è un omaggio a «Terra degli uomini», il capolavoro di Saint- Exupery che lo ha accompagnato, giorno dopo giorno, in questa avventura.

Se ti interessa e vuoi comprarlo, lo trovi qui

Buon Vento.

venerdì 29 maggio 2015

BoatBook Sailing Log App



Da sempre chi va per mare è abituato a segnare le proprie navigazioni sul giornale (o libro o diario) di bordo, ma da oggi non c'è più questa incombenza, si potranno ricordare sul cellulare e farlo in modo automatico: è uscita l'App Boat Book, un'applicazione molto semplice scaricabile sia per Apple che per Android, gratuita e che permette di tenere nota delle proprie navigazioni. 



Boat Book, rileva velocità, direzione, distanza e le registra mostrandole, quando vogliamo, sulla mappa della zona dove abbiamo navigato. Consente di ottenere dati in tempo reale e rivedere le prestazioni della navigazione effetuata.

Questa app con un  design user friendly è molto  intuitivapermette un'esperienza altamente professionale e divertente per tutta la navigazione.



Le caratteristiche principali dell' app sono:
  • Registrazione automatica della navigazione sul libro di bordo.
  • Lavora off-line anche in mancanza di collegamento Internet.
  • Mappe marittime  e carte nautiche  costantemente aggiornate.
  • Dati di navigazione in tempo reale.
  • Permette di esaminare la direzione, la velocità e la distanza durante la navigazione.
  • Permette di segnare waypoint  sulla carta nautica.
  • Salva automaticamente il percorso di navigazione in modo da poter accedere nuovamente ai percorsi storici e rivederli  in qualsiasi momento.
Se ti interessa puoi scaricarla dal sito http://www.boatbook.co

Buon Vento.